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Alcest - Souvenirs d'un Autre Monde
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Genere: shoegaze, ambient
Data uscita: 2007
Label: Prophecy
Durata: N.A.
Sito Web: alcest-music.com
Voto: 8.0/10
Recensito da: Andrea “Eric” Gubernale

Alcest - Souvenirs d'un Autre Monde

Forse nessun addetto ai lavori della Prophecy si sarebbe mai aspettato che “Souvenirs d'un autre monde” di Alcest calamitasse una tale mole di consensi e di elogi, provenienti da tutto il panorama metal e non solo, da essere giustamente riconosciuto come una delle migliori sorprese discografiche del 2007.

Dietro il moniker di Alcest si celano i ricordi e le visioni di Neige, giovane polistrumentista e mente indiscussa di questo suo splendido esordio. E’ difficile parlare di un lavoro così personale ed introspettivo: letteralmente inclassificabile in un singolo genere musicale, dominato da influenze molteplici che vanno dal black metal all’ ambient fino allo shoegaze, disciolte in ogni singola armoniosa traccia. “Souvenirs d'un autre monde” è letteralmente un frammento di un mondo interiore, un’ isola nascosta di quiete e serenità, di profonda calma .

La musica eterea di Neige ci distacca dal nostro presente e ci permette di entrare in contatto con delle immagini sfocate, dei ricordi velati, delle melodie soavi ed oniriche, in un’appagante dimensione riflessiva. Come ha dichiarato lo stesso Neige, nel luminoso mondo di Alcest c’è spazio per tematiche come l’ innocenza, la contemplazione della bellezza, la nostalgia dei momenti preziosi, la tristezza dell’amore, il trascorrere inesorabile del tempo.

Difatti, ognuna delle sei tracce evoca un sentimento diverso che la contraddistingue dalle altre, e la voce, il basso, le chitarre acustiche ed elettriche, le percussioni e i sintetizzatori non risultano mai ripetitivi, noiosi o eccessivamente ridondanti. A tutto ciò si aggiunge la preziosa voce di Audrey Sylvain, ospite d’onore dell’album.

In conclusione, un lavoro del genere non può e non deve sfuggire a nessuno, neanche ai fan più rigidi del black metal oltranzista (dato che Neige fa parte anche dei “malsani” Peste Noire); ascoltare nei tempi morti di una giornata “Souvenirs d'un Autre Monde” non può che valorizzarli e convertirli in rigeneranti momenti quotidiani.




il gio 01 gennaio 1970 da Andrea "Eric" Gubernale
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