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Alessandro Fiori - Attento a me Stesso
Alessandro Fiori - Attento a me Stesso
Genere: cantautore, indie
Data uscita: 2010
Label: Urtovox
Durata: N.A.
Sito Web: N.A.
Voto: 8.0/10
Recensito da: Patrizio Schina

Alessandro Fiori - Attento a me Stesso

Per chi non lo conoscesse Alessandro Fiori è prima di tutto un artista, pittore, scrittore, poeta, leader di vari gruppi ed ora anche cantautore. Già perchè ATTENTO A ME STESSO, esordio solista per Alessandro, è essenzialmente un opera di cantautorato italiano. Sebbene Fiori abbia iniziato ad annusare musica fin dalla tenera età di 11 anni, ci sono voluti molti lustri ed esperienze per arrivare a questo intimo e sorprendente esordio.

I più ricorderanno la fruttuosa esperienza da leader e fondatore dei Mariposa, iniziata nel '99, i più attenti non si saranno fatti sfuggire i 2 dischi sotto la sigla Amore mentre non si contano le collaborazioni eccellenti tra cui spiccano Alessandro "Asso" Stefana (chirarrista con V.Capossela e M. Patton) Andrea Chimenti, Paolo Benvegnù, Marco Parente e molti altri. Con questo curriculm Alessandro non poteva che sfornare un disco intenso, eclettico e magico come ATTENTO A ME STESSO. Nell'album, registrato a New York, ricorrono nomi citati poco fa (A. Stefana alla chitarra, M.Parente alla batteria) ed altri come il jolly Enrico Gabrielli ad impeziosire l'opera di Fiori.

Poco più di una chitarra acustica accompagna la voce di Fiori che spesso diviene sussurro, eppure le atmosfere che emanano queste 11 ballate variano dal pop di "Lungomare", al vagamente progressive in salsa PFM e BANCO di "Idrocarburi", dal modernismo di "Catino Blu" e "Fuori Piove" dove Fiori ricorda ora C.Godano ora T.Ceravolo, al postmodernismo di "Lucyfer wash" dove Alessandro diviene una specie di Faber metropolitano.

. Prerogativa di Fiori sono però le ballate a metà strada tra la filastrocca e la psichedelia, dove il nostro fonde alla perfezione Syd Barret e Vinicio Capossela. Esempi perfetti sono "Fiaba contemporanea", "2 cowboy per un parcheggio" e soprattutto le commoventi "Senza le dita", "La vasca" e "Trenino a cherosene" dove Fiori ci regala alcuni minuti di pura poesia. Un disco che stupisce ascolto dopo ascolto, come dice lo stesso Fiori può rendervi addotti.




il gio 01 gennaio 1970 da Patrizio Schina
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