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Genere: Stoner
Data uscita: 1992
Label: Dali Records
Durata: 50 mins
Sito Web: Clicca Qui
Voto: N.A.
Recensito da: Enrico Caselli

Recensita il lun 02 maggio 2011 da Enrico Caselli

Kyuss

Blues for the Red Sun


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Nella mente di ogni appassionato del genere stoner-rock, è inevitabile ricordare la formazione simbolo di una band storica come i Kyuss, che riuscì, con pochi mezzi ma con idee chiare, a realizzare uno dei dischi che, di fatto, diede vita al genere stoner. John Garcia (classe 1970, il più grande), Josh Homme, Nick Oliveri e Brant Bjork fanno parte del quartetto che compose "Blues For The Red Sun", definito da "Guitar Worlod" come la miglior scoperta rock del 92 e inserito da "Q Magazine" tra i cinquanta album più aggressivi di tutti i tempi. Il produttore Chris Goss (cantante chitarrista nei Master Of Reality), seguì le registrazioni agli Sound City Studios di Van Nuys (California), aiutando la band a raggiungere quell'idea di sound che in molti oggi cercano di imitare.
Il 30 giugno del 92 tra gli scaffali dei negozi di musica, si poteva trovare un disco che racchiudeva un po' della psichedelia di Hendrix, Hawkwind, Grateful Dead etc., un pizzico di grunge di Seattle in stile Alice In Chains e Soundgarden e una buona dose di compressione e di "sporcizia", reminescenze dei Blue Cheer e Black Sabbath. Il disco nonostante tutto vendette solo 39.000 copie, ma fece fare il salto di qualità alla band che contemporaneamente raggiunse la sua maturazione sia tecnica sia stilistica. "Blues For The Red Sun" è composto da 14 tracce, che proiettano in un immaginario desertico fatto di luce accecante, asfalto rovente e ruote fumanti. "Thumb" e "Green Machine" rompono il ghiaccio. Riff compressi (Homme registrerà tutto l'album con un amplificatore da basso), ritmiche grevi, sostenute da una voce graffiante.
"Green Machine" (Brant Bjork) diventerà un singolo e colonna sonora di un video che assieme a "Thong song" aprirà la strada all'immaginario Kyuss. "Molten Universe", "50 Million Year Trip" e "Apothecaries' Weight" svelano l'anima psichedelica del quartetto. "Freedom Run", "Writhe" e "Allen's Wrench" ci riportano a solcare tra i mari di sabbia rappresentando, a nostro parere, i colpi migliori di un album fatto di tracce che con naturalezza si passano il testimone senza cali d'intensità. La chiusura è affidata a "Mondo Generator" (Nick Oliveri) e ad una semplice dimostrazione di compiacimento: "Yeah". La band si scioglierà nel 97, lasciando un vuoto parzialmente colmato dai tanti progetti dei singoli componenti.
I Kyuss con "Blues For The Red Sun" portarono una ventata d'aria fresca nel panorama musicale, rinnovando il concetto di rock, di heavy e di psichedelica. Imperdibile, "cult"!


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Pubblicato in Pietre Miliari
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