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Klimt 1918 - Just in Case We'll Never Meet Again
Genere: indie, rock, new wave
Data uscita: 23/06/2008
Label: Prophecy
Durata: N.A.
Sito Web: www.klimt1918.it
Voto: 8.5/10
Recensito da: Emanuele Catani
Klimt 1918 - Just in Case We'll Never Meet Again

Klimt 1918 - Just in Case We'll Never Meet Again

"Undressed Momento", stupì sin da subito proiettando il gruppo in questione fra le papabili next big thing del metal alternativo italiano. All'incombere del secondo album, invece, chi attendeva la conferma nei medesimi parametri stilistici rimase non poco interdetto, ma comunque favorevolemente sorpreso: "Dopoguerra" si rivelava leggermente meno duro del predecessore, più denso di riflessi rock wave ma sempre molto intenso e dotato del solito forte appeal malinconico.

Ecco, "Just in case we'll never meet again" è tutto questo e ancora molto altro. Ennesima evoluzione del sound dei capitolini Klimt 1918, apre sin dalle prime note ad uno spettro sonoro ancora più ampio, denso di innumerevoli sfumature, chiaroscuri, riflessi.
In un viaggio nelle profondità di in una dimensione delicatamente intimista, si succedono colori dolci e luminosi che tracciano parabole sonore ispiratrici di un percorso a metà strada tra il sogno più incantato e la malinconia dei ricordi.

La musicalità che l'album abbraccia spinge le proprie frontiere ben oltre le vecchie produzioni arrivando a comprendere, in un discorso comunque coeso e ammaliante, oltre alle tipiche sonorità wave e i vorticosi fraseggi chitarristici(tipico marchio di fabbrica del loro sound), slanci shoegaze-dream pop vicini ai My Bloody Valentine d'annata e spirali armoniche che ricordano le lievi evoluzioni dei più recenti Editors.

Le composizioni, pur partendo dai tipici stilemi rock, lasciano spesso la scena ad aperture armoniche eteree e oniriche, all'interno delle quali giocano libere distorsioni, timbriche ed effetti che riempiono l'atmosfera di sensazioni tenui e avvolgenti.

A dominare la scena incorre il tipico spirito romantico che bacia le loro canzoni sin dagli esordi, donando ad un contesto già forte di un senso melodico intenso, una forte sensazione di intimità, e al tempo stesso, una espressività di grande potenziale immaginifico.

Basta davvero poco per lasciarsi andare a una musicalità che emoziona sin dai primi ascolti, avvolge candidamente e colpisce delicatamente nel profondo.
E’ veramente raro trovare un metodo così romantico di fare musica.


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il lun 07 luglio 2008 da Emanuele Catani
Commenti: 11 Punteggio Assegnato all'Autore: 85/100
non valutato -