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Battles - Mirrored
Genere: Math-prog, rock
Data uscita: 2007
Label: Warp
Durata: N.A.
Sito Web: N.A.
Voto: 8.8/10
Recensito da: Emanuele Catani
Battles - Mirrored

Battles - Mirrored

Ecco, stavolta non si sa proprio da dove cominciare. Quasi impossibile descrivere quello che succede in questi incredibili 51 minuti suonati, in tutti i sensi.
A fronte di un contesto stilistico che più originale non si può, i Battles trionfano alla loro prima uscita con "Mirrored", paradosso sonoro che strabilia, coinvolge, scuote e soprattutto diverte per tutta la sua estensione.
Per lo più strumentale, il lavoro è un composto molto ben amalgamato di rock, prog, elettronica, post, dance(!?!) e soprattutto una follia di fondo che più produttiva non si può.

Il vero nucleo del discorso è occupato da una veemente verve ritmica dotata di un groove arrembante e una libertà creativa capace di spaziare nelle direzioni più bizzare e irriverenti, riuscendo comunque e sempre ad azzeccare la scelta giusta. E allora via libera a incastri ritmico-armonici sempre coinvolgenti, stravolgimenti schizzoidi, folli vocalismi filtrati e distorsioni elettroniche libere di spaziare in ogni campo.

Nonostante tutto ciò, a sostenere l'opera concorrono soltanto quattro ragazzi intenti agli strumenti tradizionali( batteria, chitarra, basso ,tastiera) semplicemente coadiuvati da interventi di elettronica che donano al contesto una dimensione aliena e non convenzionale, capace di portare il tutto ad un livello di inconsuetudine che non può che stupire chiunque si avvicini.

E non crediate che, dati i presupposti, l'ascolto sia difficile e duro da portare a termine: le canzoni profumano paradossalmente tutte di hit assolute(“Atlas” l’anno scorso è stata tra le più ballate nei club di londra) e giungono a bersaglio istantaneamente, non lasciando scampo.

Ad aggiungere ancor più sale in pentola concorre, infine, un tocco psichedelico che si collega liberamente sia alle tipiche lisergie settantiane, sia alle più moderne digressioni elettroniche, avvolgendo il contesto in un alone in costante espansione, nebuloso e fitto nei momenti più rilassati ma, soprattutto, pronto a luccicare nella naturale e frizzante brillantezza delle composizioni.

Davvero consigliato a tutti.


il gio 01 gennaio 1970 da Emanuele Catani
Commenti: 13
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