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Volcano Choir - Unmap
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Genere: art-folk, musica universale
Data uscita: 2009
Label: Jagjaguwar
Durata: N.A.
Sito Web: N.A.
Voto: 8.0/10
Recensito da: Patrizio Schina

Volcano Choir - Unmap

La leggenda vuole che nel 2007 tale Justin Vernon, in piena crisi d'identità, abbia abbandonato tutto, ragazza e attuale gruppo (DeYarmond Edison), e si sia rinchiuso in un capanno sperduto del Wisconsin. Vernon stesso racconta che li, tra la neve e la solitudine assoluta, non successe niente di particolare, le giornate passavano tagliando legna, impilandola e poco altro. Eppure li tra le pareti di quel capanno pian piano vennero fuori le canzoni di quel capolavoro che è FOR EMMA FOREVER AGO.
Ma come direbbe Lucarelli "questa è un'altra storia".

Infatti la storia che andiamo a raccontare oggi non parla di canzoni, ma di splendida musica comunque. Già, perchè le tracce contenute in UNMAP non si posono definire vere e proprie canzoni, sarebbe più appropriato chiamarle "idee sonore ". Se in FOR EMMA Justin ci aveva dato un prodotto grezzo ma comunque ultimato, in questa opera prima dei Volcano Choir, Vernon insieme ai vecchi compagni Collections Of Colonies Of Bees, ha voluto regalarci il processo creativo stesso. Arpeggi di chitarra appenna accennati che divengono melodia, rumori che si trasformano lentamente in suoni, lamenti che si fanno pian piano canti corali.

Questo è UNMAP, un caos primordiale che il demiurgo Justin Vernon plasma, creando e disfacendo continuamente. Un disco sicuramente non immediato e diretto come FOR EMMA, eppure dietro questa barriera di solipsismo e autoreferenzialità gronda calore e passione a volontà. Basta dedicare solo qualche istante in più a questo flusso di coscienza sonoro per scorgerne un'anima gocciolante e viva. Sembra di vederlo Vernon in preda alla grazia appuntare trame acustiche, cori ancestrali o semplicemente registrare i rumori della natura intorno.

Quelli bravi lo chiameranno post-rock, folktronica, io la definirei musica universale nel suo abbracciare e
schivare ogni etichetta. Justin Vernon che lo voglia o no, che ne sia consapevole o meno ha squarciato la patina del revival di questi anni 0 partorendo il suono del 2000. Un songwriter con l'anima del soulman, l'indolenza del rocker e l'istrionismo del jazzman. Un artista appunto.




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il ven 11 dicembre 2009 da Patrizio Schina
Commenti: 1
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