2009: tempo di concerti e di.. ritardi

2009: tempo di concerti e… ritardi

di Marcello Zinno

La stagione estiva è da sempre molto attesa, questo principalmente perché estate significa caldo, mare, vacanze. Per gli assidui ascoltatori di musica c’è un motivo che va ben oltre la possibilità di allontanarsi dallo studio o dal lavoro e che risulta ulteriormente più gratificante rispetto all’ozio estivo: si tratta della possibilità di assistere ad uno show live dei propri musicisti preferiti.

Sì perché in primavera e ancora più in estate si dispiegano le maggiori forze organizzative per creare eventi, concerti, lanci discografici, tour, e tutto ciò che mette in moto le carovane dei musicisti per condurli, chi più chi meno, in giro per il mondo, a contatto con i propri fan.
Questo ‘09 sarà ricordato per un prolungamento di questo fenomeno fino all’autunno visto che il nostro Paese è stato letteralmente bersaglio della gran parte delle band internazionali a segno di una grande attenzione per il popolo musicale italico.
Ma a far notizia non è tanto la prolificazione delle date che da settembre a dicembre ha avuto luogo, né la palpitazione nell’attesa dei fan, bensì il susseguirsi di eventi di diversa natura che hanno creato problemi a questo farraginoso e non sempre efficace meccanismo di organizzazione costringendo spesso a cancellazioni o rinvii.

E non ci stiamo riferendo solo ai classici ma odiati imprevisti causati dalla mano invisibile della malasorte su cui ci sarebbe da scrivere un capitolo a parte. L’annullamento a causa di problemi di salute dei musicisti ad esempio è uno dei motivi principali di modifica dei calendari degli show: gli Slayer, con una data già soldout a dicembre ed una seconda aggiunta a seguito della grande risposta dei fan, hanno dovuto rinviare a marzo la loro discesa in Italia, così la venuta è stata rinviata anche per i White Lies, i The Cave e gli attesissimi Saxon, questi ultimi a causa di un’infezione alla gola che ha costretto Biff Byford a lasciare il microfono per qualche settimana. Ovviamente l’impatto maggiore in termini organizzativi è stato causato dall’annullamento della data di Laura Pausini visto che cancellare una data in uno stadio non è mai cosa facile, nemmeno da immaginare.

In realtà non ci stiamo riferendo nemmeno ai cambi di orario (vedi Green Day a Milano e Muse a Bologna) che pur rappresentando lievi modifiche alla pianificazione, creano comunque qualche disagio soprattutto in termini di adesione. Ben più grave è l’ipotesi dei cosiddetti “problemi tecnici” a causa dei quali una band pronta ad esibirsi con folla gremita al seguito si trova impossibilitata a presentare al pubblico la propria musica. Stiamo parlando non solo del Paganfest che a seguito dell’incendio di un tourbus ha lasciato dietro le quinte Unleashed, Die Apokalyptische Reiter e Blackguard, ma anche della cancellazione della data degli Angra. E sicuramente ci torna alla mente quella pioggia torrenziale che nel luglio del 2008 all’Evolution Festival ha lasciato i fan degli In Flames a bocca asciutta.

Per fortuna però in tutto questo scenario colmo di imprevisti esistono casi di cambi di location a seguito della enorme quanto inattesa risposta del pubblico, fenomeno che ci fa intuire una disperata sete di musica: è il caso dei The Gossip che, complice probabilmente anche lo spot televisivo della TIM, si sono esibiti in un più esteso palazzotto (rispetto al comunque spazioso Alcatraz), degli Alice In Chains e del loro grande ritorno, nonché della data dei Negrita a Palermo per cui è stato scelto in seconda fase addirittura un teatro. Ed ancora, questo fenomeno tanto scomodo (per i fan) quanto piacevole (per le band) ha visto come protagonisti anche gli Editors ed i Sonata Artica per i quali è stata scelta la più comoda sede del Palasharp.

La domanda è: basterà l’esperienza 2009 per aspettarsi una più efficace organizzazione degli eventi nel prossimo futuro? Noi lo speriamo.