A Ivan Graziani

A Ivan Graziani

Il primo Gennaio del 1997 una stella del rock italiano si è spenta per sempre. All’età di 51 anni Ivan Graziani ha perso la sua sfida con un tumore inguaribile. Nato a Teramo nel 1945, grande appassionato di musica e disegno, ha regalato al mondo della musica brani indimenticabili e di grande successo. Come non ricordare Lugano addio, prima canzone che ha portato il cantautore teramano a farsi conoscere dal grande pubblico. Canzoni graffianti e brillanti come Pigro, Dr. Jekyll & Mr.Hide, Monna Lisa, Ballata per quattro stagioni, Firenze e moltissime altre. Pezzi dolci come la stupenda Agnese. Ma Ivan Graziani non era solo un cantautore, era uno dei migliori chitarristi italiani di sempre. Aveva un rapporto di intimità con lo strumento tanto da considerarlo una parte del suo corpo. In una sua rara intervista ne parlava così:

“La chitarra va amata come forma, se non ami questo lascia perdere. E’ come una donna, già il nome è al femminile: la chitarra non è il mandolino, il basso, il clavicembalo, il pianoforte, il trombone, è la chitarra. E poi, guarda caso, ha anche un buco in mezzo. La chitarra ti prende perché è avvolgente, è calda e poi è comoda. Te la porti al mare, in montagna, in macchina: prova a rimorchiare al mare con un pianoforte, portatelo sulla spiaggia. Voglio vedere come cazzo fai”

"la mamma mi ha dato due gambe e due braccia, mancava solo la chitarra che ho fatto mia in seguito con dedizione ed amore".

Proprio il suo grande amore per il rock, la chitarra e le sonorità alla B.B. King e Beatles, lo ha portato a tentare la carriera solista. Il mondo della musica non gli ha dedicato il giusto interesse che si meritava. Ma questo a lui non sarebbe importato niente. Amava le sue origini e la sua terra, tanto da dipingerla nelle sue canzoni. Secondo la sua teoria il rock sarebbe nato in Abruzzo e diffuso in America dai tanti abruzzesi emigrati che allora erano quasi più degli indiani.

Il suo secondo grande amore era il disegno. Al MEI 2006 gli è stata dedicata una mostra dei suoi disegni, molto belli e malinconici.

Nella speranza che questo grande artista non sarà mai dimenticato gli dedico questo piccolo articolo, che mi piace finire con una sua celebre frase:

“Se un giorno non dovessi suonare più mi metterei a incartare caramelle. Sono uno specialista. Ma io non smetterò mai. Un vero chitarrista muore, deve morire sul palco”