Condizione della Discografia in Italia

Condizione della Discografia in Italia

In Italia le vendite dei CD stanno andando a picco, il supporto fisico che rivoluzionò il mercato ed il modo di fare musica all’inizio degli anni ottanta è ormai un oggetto obsoleto. Si è registrato un calo dal 2000 ad oggi del 14,44%; ciò vuol dire 53 milioni di Euro in meno per l’industria discografica. Colpi durissimi subiti da Aziende in crisi e che potrebbero risultare decisivi nell’ambito di un’ulteriore svolta. La colpa di questa inversione di tendenza è spesso attribuita alla pirateria che si è sviluppata su internet, e che ha raggiunto proporzioni dilaganti. I prezzi dei CD originali sono spesso causa di discussioni e creano alibi per perseguire vie alternative.

Le grandi major di distribuzione, i produttori ed i negozi di dischi stanno cercando una via di sopravvivenza, ma stentano a trovare controffensive adeguate ed in maniera compatta. A risentirne di più sono in particolar modo gli artisti meno conosciuti che vorrebbero emergere nel panorama internazionale. Ruolo fondamentale lo stanno giocando i produttori indipendenti che, organizzati in associazioni come la PMI (Associazione Produttori Musicali Indipendenti), fanno sentire la propria voce in ambiti di rilievo come nell’ultimo Festival di Sanremo, dove Caterina Caselli (presidente onorario PMI) ha cercato di illustrare le strategie e le caratteristiche delle piccole etichette, esaltandone l’importanza per l’intero movimento.

L’entrata in gioco del colosso informatico Apple è stata, di fatto, l’avvenimento che ha cambiato le logiche di vendita, visto che il suo “digital music store” iTunes negli ultimi due anni ha registrato un aumento notevole di vendite legali, ed il lettore portatile iPod è diventato parte integrante della vita quotidiana di moltissime persone, soprattutto tra i più giovani che restano in ogni caso i maggiori fruitori del prodotto musicale.

Sembra veramente inevitabile restare insensibili di fronte a queste nuove correnti di diffusione, alcuni gruppi stanno sperimentando nuove metodologie di distribuzione, servendosi delle possibilità offerte proprio dal mondo informatico. In Italia Elio e le Storie Tese sono l’esempio più lungimirante. Al momento di decidere o meno il rinnovo contrattuale con una major, hanno preferito la via dell’indipendenza totale proponendo tutto il loro lavoro artistico per fonti digitali. Così è nato “EELST Fave club”, attraverso il quale pagando un abbonamento si può accedere e scaricare tutto il catalogo del gruppo; sono nati i CD Brulè, performances registrate e vendute all’uscita dal concerto, si sta sperimentando anche la versione video e l’opportunità di acquisire il prodotto semplicemente tramite una chiave USB senza l’ingombro del supporto fisico.

Uno stravolgimento simile non si ricorda nella storia della musica, le major sono in imbarazzo e gli artisti potrebbero da qui a poco cambiare radicalmente il loro modo di pensare e proporre musica. L’album, inteso come una raccolta di canzoni su uno stesso tema, da qui a poco risulterà essere un prodotto senza mercato, bisognerà comporre brani singoli buoni per la vendita on-line o di breve durata, magari adatti per una suoneria di un cellulare. Neanche il punk, che in qualche modo ebbe la sua importanza stravolgente, è paragonabile ai mutamenti attuali. Il popolo rock s’interroga; è diviso tra chi vede nel futuro mille soluzioni e chi invece rimpiange lo scricchiolio del vinile, ma forse è ora di prendere decisioni importanti visto che il giocattolo si sta rompendo e sta passando in mano a nuovi interessati padroni.