Guns'N'Roses: monografia

Guns'n'Roses

di Giuseppe Celano

Recuperare dalla memoria, debole e fallace, i ricordi di quasi due decadi ripercorrendo i momenti più intensi di una fra le più significative band degli anni novanta non è affatto facile.
Evitare di cadere in luoghi comuni e logori giudizi personali appare un’impresa complessa, sebbene Axl e soci si prestino facilmente a questo gioco.
Per questi motivi mi limiterò a accentuare i punti cruciali della storia di questo gruppo che ha conosciuto un periodo fulgido e glorioso per poi cadere nell’oblio, rasentando spesso il ridicolo se non, addirittura, il grottesco.
Il combo muove i suoi primi, incerti, passi nel 1985. Dopo vari cambi di formazione la band si cristallizza attorno alle figure di Axl (voce), Slash (chitarre) e Steven Adler (batteria).
La Geffen Records, che ne comprende tutto il potenziale, consegna un anticipo di 75 000 dollari per la produzione del loro primo ep “Live Like a Suicide” per la UZI Suicide.
Il trampolino di lancio arriva però con “Appetite For Destruction” (1987), per molti, ancora oggi, il più bello e innovativo lavoro prodotto dalla band.
Il disco si inserisce nella corrente dello sleaze-metal, una sottocategoria dell’hair-metal.
Da quel momento in poi i Guns’n’Roses entrano nei cuori di molti ma sopratutto nel mirino del gossip e delle critiche.
Controversie legali, continue accuse per gli abusi di alcol e droghe costelleranno la loro carriera e di conseguenza la vita personale.
I loro tour, sempre in bilico fra risse e dissidi interni, sono un ulteriore motivo di inasprimento fra i membri che, lentamente, si allontanano da Axl.
Sebbene le dichiarazioni ufficiali affermino che il cantante sostenga la necessità di epurare la band dalle mele marce, bacate dagli stupefacenti, i problemi vanno ben oltre tutto questo.
Bisognerebbe scrivere un capitolo a parte per penetrare a fondo nella psiche di Axl che, da “G N' R Lies” in poi, inizia a dar segni di paranoia da “controllo”, scivolando inesorabilmente nel despotismo.
I contenuti razzisti e omofobi di “One In A Million” di certo non aiutano a placare gli animi.
Nel 1990, anticipati da un tour mondiale, i G.N.R. danno alla luce due grandi album “Use Your Illusion I-II”.
Il successo è enorme e da i suoi dorati frutti ma ben presto la pressione inizia a diventare insostenibile.
Durante un concerto la paranoia del cantante lo spinge a saltare in mezzo al pubblico per sottrarre la videocamera ad uno spettatore e, come se non bastasse, tornato sul palco a decretare la fine dell'esibizione alimentando così una mega-rissa conclusasi con molte persone all'ospedale e quindici arresti.
Nel 1992 la band partecipa al “Freddie Mercury Tribute Concert”, insieme a molti mostri sacri da Robert Plant a Tony Iommi e Roger Daltrey, ma il concerto che li proietterà nell’olimpo della musica si terrà a Tokyo, immortalato poi in DVD.
Nel frattempo "November Rain" viene premiata agli MTV Video Music Awards, mentre “Appetite For Destruction” entra a far parte dei migliori dischi del secolo secondo Rolling Stones.
Non tutto, però, procede per il verso giusto, gli anni di abusi segnano il lento, ma progressivo, declino della band.
Il primo a gettare la spugna è Izzy Stradlin, momentaneamente sostituito da Gilby Clark.
Intanto nel 1993 esce “The Spaghetti Incident?”, album difficile fatto di cover punk/rock, avversato da critica e fan.
Su questo prodotto grava l’ennesima, infelice, scelta di Axl di registrare la traccia nascosta "Look At Your Game Girl", canzone di Charles Manson, mandante, fra gli altri, dell’omicidio di Sharon Tate moglie di Roman Polanski.
Nel frattempo Axl, logorato dal suo schiacciante ego e alle prese con beghe legali di varia natura, riesce ad ottenere, con una forzatura degna di un tiranno, i diritti sul nome Guns’N'Roses.
Slash osteggia in tutti i modi questa sentenza ma dovrà cedere di fronte alle solite minacce di abbandono da parte del singer.
Nel 1994 Gilby Clarke prima e Slash poi abbandonano la nave alla deriva, e con la successiva dipartita di Duff si disintegra la formazione storica dei Guns 'N' Roses.
Da quel momento le fantomatiche reunion e i continui ed estenuanti cambi di formazione ruotano attorno all’instabile, e perennemente insoddisfatto, carattere di Axl.
Le dichiarazioni sulle uscite e le successive smentite, i tour bloccati sul nascere o abbandonati in corsa, i rumours sul chimerico “Chinese Democracy” durate anni, ci proiettano nel 2008.
Dal 2001 ad oggi il nuovo disco dei Guns’n’Roses, è slittato un’infinità di volte.
Anno dopo anno la notizia della pubblicazione rimbalza da una parte all’altra del pianeta.
Nel 2006, i demo di "Better", "Catcher In The Rye", "I.R.S." e "There Was a Time" vengono diffusi illegalmente sul web e trasmessi da stazioni radio.
Quando tutto sembra andare per il verso giusto l’album viene posticipato un’ennesima volta per l’insoddisfacente resa sonora e per il senso di discontinuità dovuta all’avvicendamento di ben cinque chitarristi.
Nel 2008 finalmente Axl conferma l’uscita per il 23 novembre in America, il 21 novembre in Italia.
Nelle settimane successive all'uscita di “Chinese Democracy” Axl, alimenta, se mai ce ne fosse stato bisogno, la curiosità dei fan e l’indignazione degli addetti ai lavori eclissandosi senza promuovere l’album.
Le speranze di una reunion è stata recentemente falciata da un commento postato da Axl, nel quale si nega qualunque possibilità di un ritorno alla formazione originale.
C’è da scommettere che non siamo di fronte al capitolo conclusivo di questa saga.
Mister Rose ci terrà impegnati nelle sue evoluzioni cabarettistiche, ma la domanda da porsi è quale senso abbia oggi, dopo ben tredici anni, produrre un album così frastagliato e sconclusionato continuando a mantenere e infangare, per giunta, il marchio che li ha resi immortali.
La risposta continua ad essere quella viscida di sempre, il denaro.
Welcome to the jungle!