Il "Progressivo" salto nel Rock.Prima Parte

Il "progressivo" salto nel rock. Prima parte.

1. Let's Rock!

Sono passati più di sessant’anni da quando amplificatori e chitarre elettriche hanno letteralmente invaso la scena mondiale.Una bella fetta della natura umana ancora sopita potè finalmente risvegliarsi grazie ai nuovi provocanti ed inauditi suoni del Rock’n Roll. Da quando questa epica roccia cominciò a rotolare, tante furono le emozioni, più volte contrastanti o addirittura sconosciute, che investirono il pubblico sempre più vasto, che cominciò ad avvertire nel rock il disimpegno, la spensieratezza e l’istinto che mancavano nella musica classica. La pietra rullante, non potè certo rimpiazzare la schiettezza e l’allegria della musica popolare, ma in pochi anni riuscì a conquistare l’intero globo, surclassandola in influenza e coinvolgimento. Divenne la musica del popolo, certo, ma non ebbe alcun limite geografico, confermandosi uno degli eventi commerciali ed artistici di maggior successo e grandezza del ventesimo secolo.Il rock’n roll non fu semplice musica, fu movimento, rivoluzione. E come per tutte le rivoluzioni che si rispettino, la prospettiva di perpetuo cambiamento del Rock era enorme. Qualcuno ha provato a dichiararlo morto più volte negli ultimi anni, ma ingenuamente, perchè non ha fatto i conti con il patrimonio genetico che il Rock,padre di una miriade di generi, che ora spaziano dal Pop al Metal fino ad alcune frange della musica Dance, ha lasciato sul pianeta e sulle generazioni che lo popolano!I portatori ufficiali di questa nuova epidemia americana(afroamericana per l’esattezza) furono Bill Haley, Jerry L.Lewis, ed il misterioso Elvis Presley.Nel decennio successivo, passarono il testimone a gruppi legendari come i famigerati Beatles, i “trasgressivi” Rolling Stones e molti altri gruppi non meno influenti la cui nascita è da attribuire anche al sentimento di protesta giovanile prevalente negli anni sessanta.

2. Il Salto

Ebbene sì, il cammino interminabile e imponente del Rock ha creato centinaia di nuovi sentieri, alcuni terminati altri che hanno avuto forti ripercussioni sulle vie del nostro presente musicale(Vedi il pop-rock). Ed è fra questi ultimi, che il Rock progressive si può collocare, avendo ricoperto uno dei ruoli più importanti e decisivi della storia del monolite più famoso al mondo. Nonostante l’importante carica ricoperta dal “Prog Rock” nel panorama musicale, tutt’oggi è difficilissimo darne una definizione precisa, o una collocazione temporale ben determinata. Le uniche immagini nitide che ci giungono sul rock progressive si riferiscono alla sua scomparsa a fine anni settanta e alla sua relativa, in tutti i sensi, ricomparsa avvenuta nella prima metà degli anni ottanta. Della sua origine e della sua fine non si hanno certezze, solo pareri più volte contrastanti. Io credo, che a forti livelli di astrazione, si possano attribuire ai primi anni sessanta, con l’arricchimento del ‘minimale’ rock, anche attraverso una strumentazione più sofisticata, i presupposti creatisi che permetteranno il suo ingresso in scena alla fine del decennio.
E’ di questo periodo infatti, un coraggioso ed intenso sviluppo del mercato e della tecnologia dei sintetizzatori (già in giro da parecchio) tra i quali, tuttora impossibili da emulare nella loro interezza, l’immenso Moog e il magico Prophet 5. E proprio i synth e gli effetti furono l’humus che permise l’avvento di un rock diverso, etereo, ineffabile, a volte difficile da comprendere chiamato, rock psichedelico. Queste potenti macchine infatti riuscivano ad emettere suoni sintetici di una profondità e novità incredibili, ispirando anche una folta corrente musicale che provò ad emulare perfino i viaggi psichedelici derivati dalla droga (una parte dello psychedelic rock va infatti riconosciuta alle nuove droghe sintetiche in voga al tempo come l’LSD alla quale, si mormora, I Beatles dedicarono una delle loro canzoni più note: “Lucy in the Sky with Diamonds” del ‘69 – niente di ufficiale). Per fortuna, questi synth, non furono limitati dalla loro stessa natura, bensì erano totalmente “customizzabili”, e stimolarono innovative ricerche artistiche di sounds e stili che creeranno le solide fondamenta di un nuovo rock progressivo, secondo molti basato proprio sull’uso predominante di synth e tastiere.
Ma questa fortuna tecnologica, non investì in pieno gli scarafaggi di Liverpool, solo di striscio. Nonostante questo, chi avrebbe mai pensato che molto pobabilmente furono proprio gli idoli della Beat Generation e del pop-rock britannico ad ispirare o, per meglio dire, iniziare lo spirito progressivo? A mio giudizio(più o meno riconosciuto), è infatti da attribuire ai legendari Beatles la prima pietra miliare progressiva: l’album Sgt. Pepper and the Lonely Hearts Club Band del 1969 – Il primo concept album della storia del rock.

"Beatles

Gli arrangiamenti di pezzi come For the Benefit of Mr.Kite e della Title Track cominciano ad essere un po più complessi e sempre meno scontati, molto lontani dal rock, ma allo stesso tempo lontani pure da quel rock psichedelico con cui John Lennon e soci avevano comunque in comune tematiche ed ispirazione. La notorietà raggiunta dall’album fu il battesimo del fuoco del rock progressive. Strano è, che il gruppo di Liverpool, dopo aver acceso questa pericolosa miccia lasciò gradualmente il neo nascituro per dedicarsi ad altro, ma questa è un altra storia…Nell’album si possono trovare anche dei tempi dispari e linee vocali ben diverse da quelle più lineari a cui ci abitueranno negli anni successivi. Di ottima fattura sono Lucy in the Sky with Diamonds, Within you without you e Getting Better nella quale sentiamo la chitarra leggermente più amplificata, che ci riporta al buon vecchio rock senza mezzi termini, rispetto alla maggior parte del disco dove l’amplificazione è quasi assente e l’ensemble orchestrale messo al servizio dei ragazzi, la batteria e le voci fanno da padroni. Il risultato è un album fantastico, ricco di suoni molto ricercati, con un carattere unico attraverso il quale esplora molte scale minori e maggiori in modo così elegante che la maggior parte dei fans dei Beatles nemmeno poterono accorgersi, sul momento, del capolavoro progressivo sfornato dai quattro di Abbey Road. La libertà musicale era ora a briglie sciolte. (Continua)