Il "Progressivo" salto nel Rock. Quarta Parte

Il "Progressivo" salto nel Rock. Quarta parte

di Gian Marco D'Urso

5. Dalle Rovine alla Reincarnazione

Ora comincia la guerra. Di genere, di opinioni, di critica…insomma, qui paradossalmente la storia prenderà vie sempre più vaghe e quindi facili da interiorizzare ed interpretare soggettivamente senza troppe certezze. Questo paradosso (la storia vicina non la si riesce a scrivere meglio della più lontana) può essere attribuito alla grande frammentazione di ciò che era il Rock Progressive e alla forza commerciale di ciò che lo aveva calpestato e travolto, rendendolo difficile da ereditare nel suo complesso. Passò qualche anno prima che lo spirito del Progressive che aleggiava senza meta e corpo, cominciò una lunga serie di influenze tra le più impensate e messe in discussione, che sfociarono poi nell’ultimo e violento tentativo di dominarlo tentato dai giovani Dream Theater quando nel ‘92 Images & Words sembrava racchiudere al suo interno la maggior parte di quelle caratteristiche oramai perdute che fecero avvertire di nuovo la sua presenza, più che mai da quel lontano ‘77.

5.a Rock o Metal? Questo è il problema

Ora, per raffreddare le acque, la domanda da porci è innanzitutto la seguente: ma Progressive cosa? Rock o Metal? Ed è qui la più grande confusione a riguardo. Questa distinzione, se risolta, metterebbe a tacere tutte quelle voci e correnti in continua opposizione tra loro che vedono miriadi di nuovi Progressive, chiamandoli Neo-prog, Avant-Prog o Post-Rock (da distinguere dalle fusioni: Power Prog, Melodic Prog ecc.) o chi addirittura, in opposizione ad essi, afferma la sua avvenuta estinzione definitiva. Cos’è il Rock lo sappiamo bene, è il padre legittimo del progressive, ma chi è il Metal? Sarò breve: il Metal è una corrente musicale radicale, parente stretto dall’Hard Rock, che oltre a racchiudere in sè tutta una serie di tematiche che finora il Rock ospitava, ma solo come minoranza (morte, rabbia, violenza, protesta e perchè no, il culto male), ma non solo quelle, ovvio, anche se oramai quest’ultime ne rappresentano la maggioranza, fino al punto di costare al Metal l’odioso appellativo di “Musica di Satana” che solo dei grandi ignoranti potevano forgiare. Alle tematiche aggiungiamoci potenzialità strumentali in crescendo con amplificatori sempre più potenti con la necessaria distorsione che imperversa e domina il Metal fin dalle sue origini. Quindi ricapitolando,tra Rock e Metal,come tra un padre e figlio adolescente, esistono delle differenze di due tipi: di Forma e di Contenuto. Ma quando si parla di Rock Progressive e Metal Progressive, cosa percepiamo? Che cosa cambia in realtà? Come tra Rock e Rock Progressive la differenza è notevole, e la conosciamo bene, la cosa si ripete con la differenza tra Metal e Metal Progressive (Prog Metal). Il Prog Metal è incompatibile, o quasi, con le tematiche del Metal puro (c’è anche un po’ d’astio tra “Metallari” e “Prog-metallari” – soprattutto dall’avvento dei Dream Theater che continuano a spaccare in due il Globo); è un genere che non da spazio alcuno agli istinti, l’uso di tastiere è molto forte nella maggior parte dei casi, una buona tecnica è necessaria, la durata media delle songs supera i 6 minuti e il virtuosismo, stavolta da parte di tutti gli strumenti, c’è da aspettarselo. Se avete capito il ragionamento non farete fatica a chiedervi se davvero tra Prog Rock e Prog Metal intercorrano delle vere differenze. La mia risposta è no, si notano solo delle ovvie differenze di Forma. Ovvie ed importanti ma solo per quanto riguarda la Forma, non il Contenuto, senza spostare di una virgola la definizione di Prog data in precedenza, ma tali da far cambiare la radice del genere da Rock a Metal da cui ne prende i principali tratti di Forma: Riff più aggressivi,amplificazione molto più distorta, una voce che molto spesso ricorre a grandi virtuosismi vocali e a grida un pò più energiche di quelle tipiche di grandi cantanti come come Jon Anderson e Geddy Lee (solo per citarne alcuni,che pure andavano molto alto). Fatto questo quadro, che spero non abbia confuso troppo, se compreso fino in fondo, non è difficile dedurvi logicamente un postulato fondamentale. D’altronde, dalle ceneri del Rock Progressive lo spirito progressivo non sarebbe potuto rimanere errante a lungo, ma dopo che il Punk lo annientasse nelle sue vesti originarie, visto che il Rock era troppo debole in quegli anni, neri anche per il lui (che qualcuno diede perfino per morto poco dopo), il Metal si è rivelata la forza, l’energia del momento, l’unica di tale potenza da poter domare tale spirito e riportarlo nei suoi ranghi; aggiungiamoci che la tecnologia era andata incontro ad esso rendendo sempre più potenti le composizioni che passo dopo passo portarono il metal a diventare, nel bene o nel male, quello che il Punk era stato per il Prog anni or sono; dunque si conviene che:
IL PROG METAL E’ IL NATURALE EREDE DEL PROG ROCK PER UNA SERIE DI CIRCOSTANZE E CONTINGENZE CHE HANNO PORTATO LO STESSO ROCK ALLA ROVINA (non all’estinzione!), ED E’ IL METAL (che si divide anch’esso in miriadi di rami) AD ADOTTARNE LA MAGGIOR PARTE DELLE PROPRIETA’ ORIGINARIE. NONOSTANTE QUESTO IL PROG METAL NON E’ IL METAL. LA CHIAVE DELLA DIFFERENZA TRA P.R. E P.M. E’ SEMPLICEMENTE LA COMPLESSIVA SONORITA’ DEL NUOVO GENERE – quindi,ove vi fossero volontà, talento e creatività adatte,nessuno esclude il ritorno,che è stato senza dubbio tentato, alle sonorità del Rock Progressive, anche se a mio giudizio senza molto successo, fatte alcune eccezioni.
Al fine di evitare confusioni, io credo che il Prog Metal sia un sintomo di continuità dello spirito Progressive e per rispetto di entrambi i generi invece di fare inutili distingui chiamerò il genere puro, come ho già fatto, semplicemente Prog, che in effetti, questo va detto, differisce nelle sue due forme anche in spigolosità e, molti affermano, nella capacità di trasmettere, propria del Rock Progressive..

5.b Gli Ottanta della "Vergine"

Si può discutere all’infinito sul ‘se effettivamente furono loro ad ereditarne i pregi (o i difetti)’ e ‘se meritarono o no quel successo che portò un cd come Images & Words nelle case ed orecchie di tutti, proprio tutti, coloro che più o meno legittimamente si richiamano alla corrente del Progressive’. In realtà i giovani newyorkesi con quell’album andarono molto oltre, ma è ancora presto per narrare la loro impresa,mancano ancora più di 10 anni all’appello.
In questa dozzina di anni contrariamente a quanto molti hanno affermato, il Prog ritorna, ma più volte in forma prettamente embrionale e sotto sue sfaccettature molto diverse. I Marillion, a detta di molti, saranno il gruppo in testa all’armata della rivincita Prog, ma come appunto avevo precedentemente accennato, fino all’ingresso del “teatro del sogno” ed ancor prima alla pubblicazione di Perfect Symmetry dei Fates Warning, non si avrà niente in grado di poter esser definito puramente Prog Rock eccezion fatta per il trio britannico del Marquee (Famoso club londinese dalla grande attitudine Progressive) Pallas, IQ e Pendragon che anche se produrranno con incostanza e fioca brillantezza nelle prime composizioni, verranno commercialmente schiacciati dal successo dei Marillion che nel caso dei Pallas fu palese (:-D) e portò addirittura allo scontro con la casa discografica che bistrattò completamente il gruppo in favore di questi ultimi. I Marillion furono autori di splendide composizioni melodiche, con album solo a tratti progressive che ebbero anche un ottimo riscontro commerciale, in più il quintetto c’era, ma all’ascolto di album come Misplaced Childhood ad esempio, risulta evidente che con la batteria e la struttura delle canzoni non ci siamo ancora: troppo legate a quelle del Rock Melodico, unica branca del vecchio Rock che tra gli anni ’80 ed i primi ‘90 ha venduto milioni di dischi in America mantenendo in vita un mercato che, finito lo splendore, si è ripiegato nel Pop più disparato. Da riconoscere anche, l’influenza che il Prog ebbe sugli immortali Iron Maiden nella loro produzione artistica della seconda metà degli anni ottanta, con l’ingresso delle tastiere, che risulta a mio giudizio anche il loro periodo migliore, arrivando ad album eccelsi quali Seventh Son of a Seventh Son e Somewhere in Time, pietre miliari, il quale ascolto non è affatto sconsigliato a coloro che amano il Prog e vogliono avvicinarsi ad altri generi. Se si deve essere puntigliosi persino nel capolavoro “Metallico” di Master of Puppets dell’86 si avverte una certa influenza prog, nelle strutture, nell’uso delle chitarre dei soli quasi a voler imitare una tastiera che non c’è – fu anche l’album che rappresentò il primo punto di svolta dello stile dei Metallica e divenne leggenda.
Ma che fine hanno fatto i Genesis? e gli Yes? Come ho accennato in precedenza nonostante entrambi i gruppi hanno mantenuto, melodicità ed eleganza i primi, e la solita impeccabile tecnica strumentale ed arrangiamenti particolari i secondi, si sono gradualmente accostati, più o meno volontariamente, a generi meno complessi per poi andare a finire nella musica leggera per quanto riguarda i Genesis e del Melodic Rock Pop degli Yes del grande pubblico. Un vero peccato.
Fondamentali le influenze Prog nei Queensryche che con The Warning (‘84) ed Operation:Mindcrime,un concept album di grande successo commerciale conclusero il loro tuffo in acque Prog-contaminated per preparare l’avvento dei Dream Theater. Come già accennato i Fates Warning, furono il gruppo prog metal di fine anni ‘80 e svilupparono album di grande effetto nella storia del Progressive, molto coinvolgenti come Perfect Symmetry dell’89, anno in cui i Dream Theater mossero il primi passo commerciale della loro carriera con When The Dream And Day Unite, molto Prog-Heavy niente di impressionate o particolarmente innovativo comunque,soprattutto in confronto a ciò che sarebbe venuto di lì a poco.(…continua)