Intervista agli El-Ghor

Intervista agli El-Ghor

di Giuseppe Celano
Che significa il vostro moniker “El-Ghor” e da quanto tempo vi conoscete?

El-ghor è: Ghor, un personaggio deforme e con una spiccata sensibilità, vittima della pazzia dei suoi "normali" genitori, presente in una serie speciale di Dylan Dog del 1988 (vi consigliamo di leggerla) ed El, l'articolo determinativo spagnolo, che abbiamo accostato per dare maggiore musicalità al nome. In seguito abbiamo scoperto che è anche il nome della valle del Giordano.
La band è nata nel dicembre 2003 , ma potremmo dire 2004. Luigi e Francesco di conoscevano già da anni e avevano suonato insieme in un paio di gruppi, proprio in quei mesi si decise di riformare una band ed arrivarono Ilaria e Luca.

Come è iniziata la vostra avventura e verso che genere eravate indirizzati agli inizi?

Tutto è iniziato per caso, come succede in moltissime band di paese.
Era la voglia di suonare e di stare insieme, la stessa che c’è ancora oggi.
Non siamo mai partiti con un genere di riferimento, sapevamo in cuor nostro ciò che volevamo e ciò che non volevamo, ma non abbiamo mai ritenuto opportuno fissare delle barriere stilistiche.

Quanto tempo e lavoro vi è costato Dada Danzè?

E' un disco partorito dopo due anni dalla nascita della band e si divide in due fasi: nella prima sono stati scritti, prevalentemente in studio, brani come "Nella resa il vanto", "Rugiada", "Sipario"; nella seconda "Cane", "Danzè","Sans lumière", che sono stati ultimati durante concerti e sound-check.

Vi aspettavate un'accoglienza del genere?

No! Decisamente No!
Ma non possiamo che essere contenti e soddisfatti!
Viviamo questo piacevole periodo come uno stimolo ulteriore per continuare a realizzare canzoni.

Quanto conta per voi l'esperienza live?

Siamo cresciuti notevolmente proprio intensificando i concerti.. E’ la dimensione che più ci appartiene. Forse è proprio questo il bello di essere “musicisti”.

Dove è stato registrato l'album?

L’intero disco è stato registrato nel Seahorse Studio, lo studio della label, che si trovava
fino a pochi mesi fa ad Arco Felice in provincia di Napoli ed ora si è spostato ad Arezzo.
Sempre saldamente nelle mani di Paolo Messere.

Progetti futuri?

Verso gli inizi di ottobre, dovremmo registrare il nostro nuovo disco, che uscirà ad inizio 2009.. Abbiamo, così, programmato i prossimi 4 mesi della nostra vita!

Qualcuno di voi ha side-projects?

Si tutti. Ci diverte cimentarci in cose parecchio diverse da ciò che realizziamo con la band.
Luigi ha un progetto elettronico/glitch-pop di nome Muhe, Luca sempre restando sullo stesso genere si fa chiamare Fuksia, mentre Luigi ed Ilaria alias Schelè, si sono cimentati in un genere che va verso le soundtracks cinematografiche, ma sempre radicato nell’ambito elettro-acustico.
Francesco invece suona in una mega-band di percussionisti che fanno samba e non solo, si chiamano Unidos Do Batacoto , freschi di debutto cinematografico con l’ultimo film di Sorrentino “Il Divo”, nel quale per altro Francesco fa un piccolo cameo.

Quali gruppi odierni e passati vi hanno cambiato la vita?

Beh anche qui ci sono riferimenti ben diversi, si va con grande facilità dai Doors ai Joy Division, dai Radiohead ai Notwist, dai Green Day a Ludovico Einaudi . Ma forse non c’è nessuno di questi in quello che suoniamo.

Mi potete spiegare dettagliatamente il verso "Se avessi previsto l'inganno e il suo mistero", da dove nasce "Nella resa il vanto"?

Questo è il primo brano realizzato dalla band e quindi il primo testo scritto da Luigi per gli El-Ghor..Ci limitiamo a dire che tratta di un uomo alle prese con il sentimento più complesso di sempre… L’amore… che provoca paura a volte odio, e poi ci rigenera. Ci fermiamo qui visto che non amiamo spiegare i nostri testi, anche perché ogni singolo ascoltatore deve avere la libertà di farlo proprio e quindi di immaginare ciò che vuole.

Il vostro approccio live è quello di mantenere il più possibile il sound del cd oppure osate improvvisando?

Ci piace improvvisare…tantissimo, anche se cerchiamo da un lato di mantenere la stessa costruzione dei brani, a seconda del brano. Siamo sicuramente molto più fisici e duri rispetto al disco, questo anche perché il live te lo concede.

Mi potreste dire come avete fatto ad avere una certa visibilità nel complesso e pilotato mondo della musica e distribuzione italiana?

Questa è un’ ottima domanda da girare allo staff che ci sta dietro, partendo dalla label alla distribuzione e all’ ufficio stampa ecc.ecc. E’ sicuramente merito anche della stampa che ha ben recensito disco e live.

Un nome con il quale vorreste collaborare assolutamente?

Sicuramente uno diverso per ogni elemento del gruppo.

Che tipo di musica sarà contenuta nel vostro prossimo album?

La nostra musica! : ) Sicuramente come è successo nel primo album “Dada Danzè” , i brani contenuti hanno strutture diverse tra loro, ci piace lambire diversi generi senza mai focalizzarci su uno. Alcuni attualmente ci sembrano più “Pop” e fluidi, mentre altri maggiormente articolati rispetto ai brani del disco precedente.

Cosa pensate dei giornalisti o recensori italiani, insomma degli addetti ai lavori?

Siamo felici che ci siano ancora tante persone che con passione ascoltano e recensiscono i dischi.
Ci fa piacere vedere la grande attenzione e preparazione di molti ragazzi che scrivono per le web-zines, che stanno diventato sempre più numerose ed anche di qualità.