Intervista agli Indovena

Intervista agli Indovena

di Enrico Mainero

Cosa ne pensate della situazione italiana, musicalmente parlando (tralasciamo altre aree che altrimenti per l’intervista non ci basta la Tre Cani (non è un errore, giusto per non violare i copyright,N.d.R.))?

Attualmente la musica in Italia vive due situazioni estreme. La prima è quella estremamente positiva, quella della vera musica, intesa come arte, come proliferazione di idee e di bellissimi progetti. Abbiamo incontrato, suonando in giro, e sulla rete, dei gruppi di qualità altissima, con delle proposte musicali elettrizzanti e un atteggiamento molto professionale. Band che il panorama discografico continua a rifiutare e a etichettare erroneamente come “emergenti”. Ed ecco che andiamo subito a parare sull'altra situazione, quella estremamente negativa. Tutta la parte che dovrebbe sostenere, promuovere, vendere, distribuire appare invece molto 'ostile' per chi si affaccia a questo mondo. In Italia è generalmente molto difficile riuscire a trovare un appoggio concreto da parte delle case discografiche. Dicono sia colpa dei gusti osceni di questo paese, colpa di internet, che non si vende più dischi… fatto sta che la situazione è questa: grande quantità e qualità nella proposta della musica “emergente”, e il mercato è in netta crisi. C'è qualcosa che non quadra!?

Da dove nasce la rabbia che sfocia nei brani di “La Sfilata di Cerbero”?

Su questo disco ce ne hanno dette molte. C'è chi non lo capisce, chi ne rimane semplicemente attratto, tutti tentano di trarre un significato. Forse la descrizione più azzeccata è quella di una recente recensione che ci è stata fatta, dove 'La Sfilata di Cerbero' è stato definito un disco 'introspettivo'. Ancora più appropriato sarebbe dire 'emotivo'. Difatti la musica e i testi contenuti in questo EP sono sprigionati da vari sentimenti: c'è rabbia, c'è nervosismo, c'è un barlume di rilassatezza che viene poi distrutto da un taglio di chitarra o da uno schiaffo di batteria. Il fatto è che noi utilizziamo la musica prima di tutto per noi stessi, nasce dai nostri stati emotivi singoli, si mischia in un unico carattere, ed esce infine come sfogo, come espressione. Ciò che ne scaturisce all'ascolto degli altri è tutto positivo, finché si tratta di un'emozione.

Come nascono i vostri pezzi? Vengono fuori prima le parole oppure la musica nasce precedentemente?

Succede che ci troviamo nella nostra sala prove (che per noi è una vera e propria casa), 'indossiamo' gli strumenti, e semplicemente iniziamo a suonare. Non esistono gerarchie, non c'è organizzazione strutturale, poiché questa è una cosa razionale, che deve venire dopo, quando qualcosa che ci piace è nato. Facciamo
piuttosto delle Jam dalle quali catturiamo tratti e li sviluppiamo. E' così che nascono le nostre canzoni. La voce non è altro che uno dei nostri strumenti, come una chitarra o una tastiera si inserisce automaticamente, trovandosi i suoi spazi. Le parole stesse nascono in modo molto naturale, spontaneo, in base alle melodie che stiamo suonando.

Dove volete arrivare? Progetti futuri?

Secondo noi un minimo di ambizione è una necessità come motore per muoverci e per crescere. Ovviamente questo non deve mai sopraffarci. Montarsi la testa o sentirsi 'arrivati' non sarebbe altro che la fine delle nostre ulteriori possibilità. Fatto sta che crediamo in questo progetto, ci mettiamo cuore e impegno, e sarebbe stupido negare la speranza che ciò che amiamo possa un giorno diventare il nostro lavoro. Per quanto riguarda i nostri progetti futuri abbiamo da poco registrato un videoclip, tra l’altro visibile su www.indovena.com, diretto da Stefano Poletti (Baustelle, Marta Sui Tubi, Punkreas, Zen Circus…), e lo stiamo diffondendo a tutte le emittenti televisive nella speranza che venga inserito in rotazione. Inoltre cominciamo ad avere un bel bagaglio di nuove canzoni che vorremmo registrare, una volta ultimate, in un nuovo disco, e tutto presuppone l'uscita di un full lenght. Infine stiamo cercando un'agenzia di spettacolo/booking che ci aiuti a fissare date in tutta Italia in modo da farci conoscere in zone da noi ancora 'inesplorate'.