Intervista ai White Skull

Intervista ai White Skull

di Giuseppe Celano

Ciao ragazzi nonostante abbiate raggiunto uno status che non ha bisogno di ulteriori presentazioni, mi piacerebbe chiedervi di fornire qualche info aggiuntiva sugli albori della band.

Elisa: Ciao! Ebbene la storia dei W.S. nasce all’inizio degli anni ’90, non è propriamente un racconto di due righe, da allora molti cambi di line-up hanno caratterizzato l’andamento della band, capace però di rialzarsi sempre, assorbendo nuove energie ad ogni occasione, compresa quest’ultima!
Vi invitiamo, per tutti i dettagli, a visitare il nostro, peraltro nuovissimo, sito ([link=hyperlink url]www.whiteskull.it[/link]) per passare un simpatico quarto d’ora a leggere storia e curiosità su di noi!

Come nasce la band e che modifiche subisce la line-up nel tempo?

Elisa: Sintetizzando, questo nuovo album vede parecchie novità: me alla voce, tanto per dirne una, e l’inserimento di un sesto elemento importante, Alessio Lucatti alle tastiere, e Jo Raddi al basso.

Perché questo moniker?

Tony: Il nome nasce proprio agli albori, sai com’è, cercavamo qualcosa che ci piacesse, che fosse forte, che avesse energia e quant’altro. Ci piaceva semplicemente Skull, ma all’epoca c’era un gruppo sardo che si chiamava così, quindi abbiamo pensato di aggiungere il colore naturale del teschio, che comunque non fosse Black, da qui White Skull. In più aggiungo che io sono un vero patito, e collezionista, di teschi di tutti i tipi e misure, finti ovviamente. Purtroppo quelli veri, umani, non si possono tenere in Italia…di vero ne ho solo uno animale, sai amici cacciatori…

E’ stato difficile mantenere una coerenza stilistica in tutti questi anni nonostante le continue defezioni da parte dei precedenti membri?

Elisa: Posso parlare solo per quanto riguarda questi ultimi cambiamenti, che riguardano me e i successivi inserimenti di Alessio e Jo.
Posso dirti che siamo tutti talmente in sintonia, sia musicalmente che a livello personale, che non c’è stato il minimo problema sotto nessun punto di vista.
Alla fine, oltretutto, siamo tutti “vecchi metallari”.
Tony: No non è stato difficile, anche perché chi passava il provino, per sostituire un elemento uscente, veniva ben valutato anche sotto il profilo di gusto musicale, doveva essere in sintonia con noi.
Come ti ha detto Elisa, siamo tutti in perfetta armonia.

Cosa è cambiato nel panorama metal, non solo italiano, dalla fine degli anni ottanta? Quanto tutto questo ha influenzato il vostro modo di scrivere?

Tony: E’ cambiato. Anche il Metal, come tutte le cose, ha avuto la sua evoluzione nel songwriting, nel sound e nel tipo di suoni usati durante le registrazioni.
Un album degli anni ottanta se lo confronti con uno dei giorni nostri non ha lo stesso suono, basta solo che ascolti per esempio quando alcune band ri-registrano delle vecchie song come bonus track.
Certo questo ha influenzato ed evoluto anche noi, ovviamente segui l’evoluzione.

Come componete i pezzi?

Elisa: Abitando lontani non è semplice.
Abbiamo alternato giorni di ritrovo tutti insieme, a periodi in cui ognuno lavorava individualmente a casa, passando al resto della band il materiale via mail, elaborandolo successivamente tutto insieme.

Vengono prima i testi o la musica?

Elisa: Di solito la musica, e successivamente, le melodie vocali e quindi il testo.
Avevo comunque già raccolto idee e materiale su cui scrivere, prima ancora che fossero pronti tutti le parti strumentali, quindi ho dovuto solo mettere il tutto in una certa metrica, sistemando i dettagli per ogni singolo pezzo.

Come si sviluppa il processo di songwriting, è legato prettamente allo studio oppure ognuno di voi porta le idee per lavorarci sopra insieme gli altri?

Tony: Non ci sono particolari segreti nel scrivere una song. Penso sia lo stesso per tutte le band, qualcosa che nasce dall’insieme degli elementi. Un processo che reputo importantissimo è quello della pre-produzione, quest’anno l’abbiamo curato nei minimi dettagli.

Quanto influisce il live nella composizione di nuove takes?

Tony: Il live genera energia positiva, a volte capita che durante i sound check nascano dei riff carini da tenere per quando si inizierà a lavorare sulle nuove idee, ma nulla di più.

Come è approdata Elisa nella band, è stata una ricerca lunga e difficile? Vi siete trovati bene fin da subito?

Tony: Elisa ha fatto un provino come tanti altri cantanti, 28 per l’esattezza, provenienti da tutta Italia e che ringrazio per la loro disponibilità e fiducia nella band. Alla fine del provino è stata scelta lei per tantissimi altri motivi, oltre ovviamente alla sua voce. Si, ci siamo trovati bene sin dalle prove, sembrava una di noi da tempo…

Cosa rende diverso e speciale questo ottavo album e in cosa differisce, secondo voi, dai precedenti?

Elisa: E’ un album pieno di novità per i Teschi, a partire dalla line up, come ti dicevo prima. Stilisticamente si può notare una maggiore spinta verso l’heavy metal classico, abbandonando la maggior parte dei crismi tipicamente “power metal” presenti nei precedenti lavori. E’ sicuramente un album fresco ed entusiasmante, nato dalle influenze di tutti noi, ma pur sempre di stampo W.S.!

Che rapporto avete con i fan?

Elisa: Ottimo!! I live sono il veicolo principale che ci unisce ai fan, che ci fornisce la possibilità di scambiare, sempre, quattro parole con tutti, vedere da vicino le loro reazioni sul nostro lavoro e al nostro impegno che poi altro non è che passione sfrenata per l’heavy metal! Ci sono anche il myspace e il sito che mantengono il contatto, anche in periodi di pause dai concerti.

Avete qualche side project?

Elisa: Personalmente sto pensando a un progetto thrash che per ora ha all’attivo solo il nome “Speedkills” e un paio di pezzi in versione demo. Il tutto si vedrà con molta calma però, perchè le cose da fare sono sempre troppe e il tempo poco..
Tony: Si ho una band di nome “JackHammer”, ci saranno sviluppi nel prossimo futuro. Ho altre mille idee, sai quando ti piace suonare e il palco è casa tua, difficile farne a meno. Purtroppo bisogna fare i conti con il tempo e con gli impegni, tutto questo comunque non deve intaccare minimamente ciò che è già White Skull.

Prevedete un tour oltralpe?

Elisa: Onestamente ci sta lavorando il nostro management, speriamo di riuscire ad organizzare qualcosa. Per ora però è tutto ancora “sotto i ferri”.

La collaborazione che sognate da anni e che vorreste realizzare a tutti i costi?

Elisa: Un duetto con Bobby Blitz degli OverKill!
Tony: Suonare con gli Iron Maiden!!!!

Grazie ragazzi.

Elisa: A te, ci si vede in battaglia!
Tony: Vi aspettiamo ai nostri show e non perdetevi “Forever Fight”, ascoltatelo, consumatelo….