Itinera: the Jazz label 2^ parte

Itinera: the Jazz label 2^ parte

di Roberto Paviglianiti

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle perle della collana Itinera, la jazz label partenopea nata dall’esperienza decennale del Pomigliano Jazz Festival. Di seguito sono descritti alcuni dei primi dischi del catalogo; piccoli capolavori che hanno costituito la base di partenza di un sogno che si è fatto di volta in volta progetto ambizioso e ora tangibile realtà.

6. Mitchell, Zurzolo, Moye Quintet: “Samsara”

"Samsara"

Due eccellenti sassofonisti, Marco Zurzolo e Roscoe Mitchell, e il percussionista Famoudou Don Moye s’incontrano dando vita a “Samsara”, uno dei progetti più passionali dell’intero catalogo di Itinera. Il loro disco, nel quale svolgono ruoli attivi Alessandro Tedesco (trombone) e Aldo Vigorito (contrabbasso), si ispira al samsara, termine che per la filosofia orientale indica il ciclo di morte e reincarnazione. La musica beneficia del grande bagaglio culturale dei protagonisti traducendosi in passione autentica, fatta di splendidi momenti che lambiscono la ballabilità, alternati a situazioni più scure e pensose, ad altre piene di rimandi free, in un saliscendi emozionale che non può lasciare indifferenti.

7. Baba Sissoko Trio: “Bolokan”

"Bolokan"

I suoni peculiari del Mali, rappresentati dalla poetica fascinosa di Baba Sissoko, incontrano la tradizione jazz del duo campano composto da Aldo Vigorito (preciso e massiccio al contrabbasso) e Piero De Asmundis (pianista dal tocco aggraziato). “Bolokan” è un disco contemplativo, discreto, capace di farci immaginare i tramonti mozzafiato dell’Africa e respirare l’aria di un cielo pulito, luminoso. Sissoko è il vertice alto del triangolo: inanella melodie danzanti con il n’goni (la chitarra tradizionale del Mali), si destreggia anche con l’arpa africana e racconta storie del suo popolo servendosi di un timbro vocale caldo e profondo. Disco che incarna alla perfezione lo spirito di Itinera.

8. Moye, Sissoko, Capone: “Folk Bass Spirit Suite”

"Folk

“Folk Bass Spirit Suite” è un lavoro che si sviluppa in dieci movimenti ossessivi, spumeggianti e dal forte appeal, avvolti principalmente dalle matrici sonore dell’Africa: l’ipnotica ripetizione del ritmo, gli echi viscerali dei griot; il fascino irresistibile delle melodie colorate a tinte forti. Tre percussionisti, Famoudou Don Moye, Baba Sissoko e Maurizio Capone, rendono omaggio a Malachi Favors, Marcello Melis, Johnny Dyani e Djeli Baba Sissoko in un album che sfugge a qualsiasi definizione stilistica. Partecipano a questo nutrito scambio emozionale – impreziosito dalla voce di Marcello Colasurdo – personaggi camaleontici come Aldo Vigorito, Piero De Asmundis e la vocalist Fabiana Martone. Da non perdere.

9. Franco Piccinno Trio: “Lunare”

"Lunare"

Il pianista campano Franco Piccinno dà alle stampe il suo album di debutto facendo leva su una sezione ritmica duttile e puntuale, composta dal grande frequentatore del catalogo Itinera Aldo Vigorito e dal drummer Peppe La Pusata. “Lunare” propone un jazz fluido, elegante, rispettoso della tradizione, ma capace di indagare con discrezione negli sviluppi futuri, eventuali. Piccinno è un pianista dal tocco pulito, in grado – stilisticamente parlando – di ben figurare sia in abito da sera che di farsi trovar pronto quando c’è da sporcarsi le mani in qualche scampagnata fuori porta. Dieci brani originali da incorniciare, impreziositi dalla mingusiana “Good Bye, Pork Pie Hat”, splendida e riuscita versione di un capolavoro immortale.