La scena black metal e la sua evoluzione – 1a Parte

di Marcello Zinno

Per la maggior parte delle persone la musica è semplicemente musica, detto in altri termini un genere musicale non fa altro che rappresentare uno stile sonoro, un approccio particolare e personale nell’eseguire alcune partiture, alcune melodie, che restano più o meno all’interno di alcune strutture melodiche e ritmiche. Chi crede ciò coincide nella maggior parte dei casi nella stessa mente incolta che inquadra tutto l’heavy metal come il filone della musica dettata dal male, o peggio da Satana, ghettizzandola semplicisticamente al solo scopo di non volerne capire le radici e gli ideali o perché non si è in grado di capirli.

Mente incolta abbiamo detto, perché a ben vedere le due precedenti affermazioni sono entrambe errate! Basta infatti una limitata cultura musicale per sapere che dietro un genere c’è sempre un movimento ideologico che funge da elemento di aggregazione tra persone con idee comuni (il punk è nato dal desiderio di rispondere ai regimi forti e fa dell’anarchia la sua forza, il thrash parla di problemi sociali, il glam della vita piena di divertimenti ed eccessi…) e con lo stesso livello culturale si può apprendere che non tutto l’heavy metal inneggia al male, basti pensare al white metal (anche conosciuto come christian metal) che con l’uso di sonorità heavy/rock valorizza gli insegnamenti della religione cristiana (Stryper, P.O.D., o i più recenti Zao e Underøath per citare i più noti esponenti).

Lo stile che più di tutti si focalizza su delle credenze tanto forti da essere reputate una vera e propria fede e che al tempo stesso rappresenta quel sottogenere dell’heavy metal da associare al male supremo prende il nome di Black Metal. Nato nei paesi scandinavi e diffusosi in tutto il mondo, il Black Metal rende l’heavy metal la sua vittima sacrificale, il fenomeno a causa del quale quest’ultimo è (erroneamente) equiparato al male ed a Satana. Questa posizione, già più calibrata rispetto alla visione populista di prima, si basa sulla convinzione dei seguaci di questa visione musicale di interpretare il “black” come una vera e propria crociata contro il popolo dei cristiani, sfociando in visioni talvolta massoniche o altre volte addirittura naziste (bruciare chiese, profanare cimiteri, assassinare o trucidare persone, praticare violenze sessuali, più in generale annientare i pagani). Anche qui stiamo ancora analizzando la punta dell’iceberg in quanto questa visione, nata intorno al famoso Inner Circle, risale alle vere e proprie origini del genere durante la seconda metà degli anni ’80 e spesso distinto come “True Black Metal”.

In realtà la punta dell’iceberg è stata la sola massa fisica constatabile intorno al fenomeno del black metal per almeno un decennio. In altre parole, nei primi anni di evoluzione del suono grezzo e freddo che caratterizza il genere, parlare di true black o di black metal era assolutamente indifferente: il tutto si basava su questo fortissimo credo verso il male che assumeva la connotazione di una vera e propria (anti)religione e che come forma di promozione vantava appunto il contributo delle diverse band apice del movimento nella sua fase embrionale (Mayhem, Burzum, Darkthrone, Marduk, Venom, in primis). Ci sono voluti molti anni affinché il genere si stemperasse per assumere forme diverse, tendenzialmente meno spigolose, ed iniziare il proprio processo di evoluzione. Non a caso gli anni ’90 sono ricordati per la nascita del “Symphonic Black Metal” che mettendo da parte le chitarre glaciali e caotiche (in quegli anni stavano nascendo gli Immortal, maestri nel creare questo sound unico) concentravano tutto su tastiere o altri strumenti orchestrali al fine di conferire un’atmosfera più lugubre e dark, anche grazie all’ausilio di cori femminili. Gli Emperor hanno aperto le porte di questo mondo lasciando poi a Dimmu Borgir e Cradle Of Filth l’esplosione discografica, nei limiti del pubblico interessato a quest’offerta, aprendo grosse contestazioni soprattutto tra i puristi del genere.

Un’altra evoluzione ha portato l’approdo del black all’ “Avant-garde”, il quale grazie ad un approccio molto più sperimentale cercava di fondere (geneticamente in maniera uguale al crossover) la musica estrema con quella elettronica, con l’ambient o con altre influenze molto lontane dal True Black Metal. Spesso tali esperimenti partivano proprio dall’interno della scena black, da quei musicisti che dimostravano un’apertura mentale superiore alla media ed infatti uno dei protagonisti della scena prende il nome di Arcturus, band fondata dall’eclettico Hellhammer (storico batterista dei Mayhem) e nella quale milita tra gli altri ICS Vortex (bassista e seconda voce nei Dimmu Borgir). L’avant-garde può essere visto come uno sfogo del Black, un diversivo, un’estremizzazione di un qualcosa che nasceva già estremo di suo: a causa di tale complessità interpretativa ed esecutiva è sempre rimasto in secondo piano.

La scena black metal e la sua evoluzione 2a parte