La scena black metal e la sua evoluzione – II Parte

Intanto il genere padre, il Black Metal, continuava il suo processo di evoluzione e la cattiveria che aveva spinto band a forgiare questo movimento anticristiano non stentava ad arrestarsi ma anzi accumulava fan anche in paesi lontani dalle origini scandinave. Famosi sono i concerti dei Gorgoroth, considerati una delle band più violente dell’intera scena, caratterizzati da donne crocifisse sul palco e bibbie strappate davanti agli occhi del pubblico ma non di meno risultavano le invocazioni rivolte a Satana dei Dark Funeral e dei Carpathian Forest. Durante questa maturazione del black più puro iniziavano però a fiorire alcune visioni più razionali del genere, che non mettevano al centro della scena l’adorazione di Satana ma che volevano essere una risposta alla costante egemonia della religione cristiana come unico credo da tramandare, per obbligo di etica, ai posteri. Un esempio è dato dai God Dethroned, band olandese, che dividendosi tra il Death Metal (altro e diverso genere) ed il Black Metal, suggerisce talvolta argomentazioni su cui si dovrebbe ben riflettere prima di emanare una sentenza definitiva (ad esempio a proposito della canzone “Soul Sweeper” la band scrive: “This song is about the contradiction between God and the devil. Is there really a difference? Is the current religious situation in the world not just an act of evil? Religion just causes more trouble than good”; il riferimento alle guerre ed alle morti fatte in nome della religione è lapalissiano).

La grossa svolta del Black Metal risale al nuovo millennio. Infatti, a valle del ritorno dei grandi gruppi heavy metal degli anni '70-80 tuttora in grande forma fisica (Metallica, Black Sabbath sotto il moniker di Heaven & Hell, Deep Purple e la lista potrebbe continuare molto a lungo), anche il black sta tornando indietro nel tempo e gli ideali anticristiani si stanno mescolando con le origini dell’heavy. Premonitori sono state le sperimentazioni dei Satyricon che si accostano a sonorità pseudo-industrial prima e thrash poi combinate con un look meno cadaverico dello stesso Satyr, ma il vero cambio di rotta del genere è stato dettato dai Darkthrone riscopritori del rock ‘n’ roll grezzo alla Motörhead, capaci questi ultimi di fondere hard rock e punk in un’unica ricetta letale (a partire dall’album “Sardonic Wrath” in poi parlare di black per i Darkthrone diventa sempre più opinabile). Gli ideali che muovono i Darkthrone sono sempre gli stessi, malvagi e demoniaci, ma la loro musica ha voluto celebrare le influenze adolescenziali dei due membri della band cambiando totalmente forma ed allontanandosi dal Black. Si tratta probabilmente di uno dei primi esperimenti malvagi che travalica la musica estrema.

Naturalmente la grossa impronta black continua a sopravvivere a tutti questi coraggiosi spintoni e grazie alle instancabili forze di pochi continua ad esprimersi: è il caso di Burzum, one man band diretta da Varg Vikernes, il quale dopo 17 lunghi anni di reclusione (condannato per aver ammazzato Euronymous chitarrista dei Mayhem, una band amica-nemica) è tornato sulle scene riproponendo quel trademark che lo ha reso famoso nella scena passata. Ma il black metal fa discutere non solo per la sua attitudine intransigente e violenta, infatti al suo interno accadono talvolta fenomeni che fanno molto discutere e che ci ricordano (un po’ come gli scandali tra gli uomini di chiesa) che per le persone che alimentano questo movimento pur sembrando “ultraterrene” sono più vicine a noi di quanto possiamo credere. È il caso degli ultimi accadimenti della famiglia Gorgoroth la quale se inizialmente ha subìto degli scossoni causati da una battaglia legale volta a far valere i diritti sul moniker della band (Gaahl e King, rispettivamente cantante e bassista, si sono sentiti in diritto di continuare il progetto anche senza Infernus, membro fondatore), ha avuto una vera e propria gatta da pelare quando il proprio cantante, appunto Gaahl, ha fatto “outing” dichiarando la propria omosessualità e sollevando un polverone mediatico non solo tra gli oltranzisti ma anche tra chi riconosceva in quel genere determinati canoni estremi. La notizia, pur facendo parte di un mondo non molto conosciuto (quello del black) e che spesso è sotto i riflettori dei mass media solo per omicidi e processi giudiziari, fa molto discutere quasi come se ci fosse una questione di orgoglio dinanzi al credo black, una sorta di attitudine violenta che non può prescindere dalla forza degli individui contro la debolezza dell’amore verso Dio, una forza che di certo una persona con attitudini sessuali diverse non può più dimostrare. Non è un caso infatti che Kristian Eivind Espedal, ovvero Gaahl, si sia dato all’arte e ad eccezione di qualche sporadica apparizione si sia allontanato dal genere. Tutta questa vicenda, che si allontana sempre più dal significato strettamente musicale del black metal (ricordate della mente incolta a cui si faceva riferimento nella prima parte dell’articolo?), non fa altro che accostare con maggiore fermezza l’intero movimento black allo spirito nazista, rendendo appunto comune il riconoscimento di un male, composto da specifiche regole e principi, superiore al bene.

Niente (o molto poco) ha a che vedere con la restante scena heavy metal all'interno della quale ogni filone prende vita e viene sviluppato come fosse una corrente di pensiero caratterizzata da proprie idee e soprattutto propri temi da trattare (singolare è l'epic metal che tratta molto spesso di elfi, draghi e battaglie in nome del regno). Di certo la scena black metal non si è estinta e per certi versi musicalmente è stata fonte di ispirazione per altri sotto-generi più di nicchia ma quello che noi appassionati di musica possiamo augurarci per il futuro è che ci sia un forte discernimento tra le diverse correnti musicali e che non si faccia dell'heavy metal intero una fonte unica di cattiveria né di diseducazione verso i giovani.