Tony Iommi: Iron Man – Il mio viaggio fra inferno e paradiso con i Black Sabbath

Dopo aver letto l'esilarante autobiografia di Ozzy Osbourne e la successiva dispensa dei suoi consigli "medici", uscite entrambe per Arcana, il passo successivo e naturale è la lettura della biografia di Tony Iommi.
Superfluo dirlo, ma repetita iuvant, Tony oltre ad essere compagno di bisbocce e amico di Ozzy è il chitarrista dei Black Sabbath.
A differenza del fulminato singer sabbatiano, il racconto di Tony possiede un'ilarità molto più "inglese" e meno folle del suddetto "madman". Allo stesso modo quest'ultra sessantenne riesce a strapparti un sorriso anche nei racconti più imbarazzanti o seriosi.
In questo, libro caldamente consigliato a tutti gli appassionati di rock e a quelli che vogliono andare oltre le storie di pipistrelli e magia nera, si va dagli scherzi pesanti in cui Bill Ward ha più volte rischiato la vita per ustioni serie, ai 20 grammi di cocaina tirati su per il naso a causa di un errore di Bill che, invece di chiamare la cameriera, fa scattare l'allarme di una villa in cui piombano varie auto della polizia.
Il libro si snoda lungo questi trent'anni introducendo la quantomeno singolare nascita dei Black Sabbath passando per tutti i cambi di line-up arrivando fino ai giorni nostri.
Si va dalle liti ai manager furbi e corrotti, dalle groupie ai concerti fatti in condizioni estreme, passando per quantità inverosimili (per noi poveri comuni mortali) di droghe che negli anni hanno sensibilmente e irreversibilmente modificato il corso di ogni disco di questa formidabile band.
Proprio in merito a questo potrete scoprire i trip mentali avvenuti durante la registrazione di Volume 4 totalmente compromessa e dominata da mesi di cocaina pura, impacchettata chissà dove e fatta arrivare con jet personale(!). Snowblind è la quintessenza della fattanza da coca, una sudditanza tale da generare ringraziamenti impressi sulle note del disco che culminano nella scritta Coke Cola Company.Ma più di tutto, e senza possibilità di smentita, ciò che emerge chiaramente da queste righe è che senza di lui non ci sarebbe stato il metal.
Tony rappresenta la quintessenza del metallo in tutte le sue forme, un uomo caparbio che prima dei vent'anni, e nel suo ultimo giorno di lavoro, perde le due falangi centrali della mano destra.
Per chiunque altro questo avrebbe significato la fine della carriera chitarristica e una depressione da psicoterapia e farmaci pesanti. Ma il fato non aveva fatto i conti con Iron Man, con il riffmaker per eccellenza che dall'hard rock venato blues passa al metal attraverso un disco fondamentale e inarrivabile come Master Of Reality.
Iommi è uno che non si piega, né sul palco né fuori. Non si tira indietro nelle risse, ricostruisce la sua band dalle ceneri rinascendo ogni volta come una fenice sempre più forte.
Matrimoni falliti, tour interrotti, scleri con Ozzy e tutto il suo entourage, innumerevoli cambi di frontman non hanno mai impedito al chitarrista di riesumare la temibile sigla Black Sabbath dando vita a un nuovo lavoro.
E pensare che per poco abbiamo rischiato che Tony diventasse a tutti gli effetti il chitarrista dei Jethro Tull.
Poco male direte voi, io invece dico che sarebbe stata la più grande perdita della storia della musica "pop" dopo la morte inaspettata e dolorosissima di Bonzo (compagno di addio al celibato e testimone di nozze alcolicissime dello stesso chitarrista) che mise fine agli Zeppelin.
Iommi ha inventato qualcosa di nuovo e unico, generato dalla necessità di ribassare l'accordatura per permettergli di suonare più comodamente. Con il tempo è diventato un idolo per moltissimi chitarristi "deviati".
Dentro queste righe potrete trovare le magnifiche parole d'elogio di James Hetfield e l'omaggio di Eddie Van Halen, seguiti da una pletora adorante di altri maghi della sei corde.In questo folle viaggio troverete una serie di aneddoti, scherzi, collaborazioni improbabili e molto altro ancora. Fra i più significativi scoprirete i retroscena della registrazione del singolo Paranoid, l'entrata di Ian Gillan nei Sabbath e l'arrivo di Ronnie James Dio per il rilancio definitivo della band.
Infine ciò che tristemente ci preme ricordare è che nella biografia non troverete la brutta notizia che ha compromesso sia il tour di reunion e il successivo album della band, nonché la salute dello stesso Tony, colpito da una malattia seria, un linfoma che lo sta costringendo a sottoporsi alla stessa chemioterapia che meno di due anni fa si è portato via l'amico, e collega anche negli Heaven And Hell, Ronnie James Dio.
Se durante il giro di basso di N.I.B. sentite un brivido su per la schiena e se in Lonely Is The World avete la pelle d'oca e vi scatta in automatico il gesto apotropaico delle corna allora non potete mancare questo libro.