Verona Prog Fest 2009: Intervista a Marco Pessina

Verona Prog Fest 2009: Intervista a Marco Pessina

di Roberto Paviglianiti

Veloce scambio di mail con Marco Pessina, il direttore artistico del Verona Prog Fest, manifestazione dedicata alla musica progressive, italiana e internazionale, che quest’anno (dal 3 al 7 giugno al Centro Tennis del Club “Il Giardino” di Lugagnano di Sona, Verona) celebra la sua quarta edizione. Una buona opportunità per fare il punto della situazione con un personaggio competente ed appassionato.

Da dove nasce il tuo amore per il progressive?

È nato come evoluzione. Sono partito con i maggiori gruppi hard rock, cercavo altre emozioni e sono rimasto folgorato dalle composizioni articolate della musica che evolve ascoltando i Genesis, gli Yes, Emerson, Lake and Palmer e via via tutti gli altri.

Cos’è che ti ha spinto ad organizzare un evento dedicato a questo genere e quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano?

Innanzi tutto ho trovato terreno fertile nei precedenti Prog Festival Verona e la nostra è una collaborazione, che altro non è che la conclusione della stagione invernale del Club Il Giardino. Le difficoltà sono molteplici, in primo luogo la copertura finanziaria e diversi problemi tecnici che si incontrano man mano che ci si avvicina all’evento.

Qual è invece la maggiore soddisfazione?

Credo sia quella di costruire un qualcosa a cui tieni molto. Ovviamente il tutto è avallato dalla presenza numerosa del pubblico.

Il prog rimanda l’immaginario comune agli anni ’70. Com’è la situazione della scena attuale e quali sono le proiezioni future?

C’è senz’altro qualcosa dei ’70, ma non solo. La situazione potrebbe essere migliore, ma qualcosa si sta muovendo e il movimento ne beneficia. La speranza è che nasca qualche gruppo italiano, che sappia come nei ’70 proporre nuovamente qualcosa d’interessante. In Italia c’è troppo appiattimento sul pop.

Quest’anno il Verona Prog Fest è giunto alla quarta edizione. Qual è stata finora la band che avete ingaggiato che ti ha reso più fiero di essere il direttore artistico del festival e quale ti piacerebbe avere il prossimo anno?

Non c’è una band in particolare, quelle di quest’anno le giudicheremo a fine Festival, in passato abbiamo avuto dei mostri sacri come il Banco o Le Orme e abbiamo avuto un grande riscontro. Vorremmo averlo anche quest’anno tutte le sere. L’anno prossimo vedremo.

Come ha preso vita il cartellone di questa edizione? Ci sono dei nomi che hai fortemente voluto e perché?

Diciamo che è stato un lavoro di gruppo. Qualche band l’abbiamo avuta al Giardino in versione acustica, mi riferisco agli Strawbs. Gli abbiamo chiesto se avrebbero suonato in elettrico al Festival e loro hanno dato disponibilità. I Pendragon li ho proposti io dopo averli visti a Codevilla lo scorso inverno. Poi si trattava di completare il cartellone con proposte italiane ed è nato tutto il resto.

Come risponde la piazza di Verona in termini di popolarità e competenza?

Competenza molta, per quanto riguarda la popolarità diciamo che c’è uno zoccolo duro di appassionati e con “Palco libero”, rassegna del Giardino, si affacciano anche dei giovani che poi ritornano le altre sere. È un lavoro duro e, come ho già detto, bisogna vincere la concorrenza dei programmi televisivi, che negli ultimi anni hanno battuto il ferro caldo delle trasmissioni musicali pop.

La formula del festival musicale – in genere – può ancora funzionare a lungo, oppure la gente cerca situazioni dove può essere maggiormente coinvolta?

C’è un bisogno anche tra i più giovani di musica di qualità proposta in queste modalità. Bisogna crederci.

Ho letto che sei un appassionato anche di calcio, in particolare del Chievo Verona. Ci metti in campo la tua formazione prog ideale di ogni tempo?

Sarebbe più facile col calcio. Ci provo e ti dico: Keith Emerson alle tastiere, Chris Squire al basso, Steve Hackett alle chitarre, il primo Franz Di Cioccio o anche Michi Dei Rossi alla batteria, John Wetton o Peter Gabriel al canto. Sicuramente avrò fatto torto ad altri tanta era la qualità dell’epoca

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