Alela Diane – To Be Still

Alela Diane – To Be Still

E' sempre bello ricevere conferme, ed il nuovo disco di Alela è una splendida conferma.
Poco più di un anno fa, da queste pagine avevamo parlato dell'esordiente Diane come di una giovane cantautrice molto promettente, azzardando paragoni arditi, ed il recente TO BE STILL sembra avvalorare decisamente le nostre parole.
Se THE PIRATE'S GOSPEL era stato un accecante diamante grezzo, il suo seguito ,senza aver perso in lucentezza, ha acquistato non poco in armonia e completezza.

Per il suo ritorno, la concittadina di Joanna Newsom, ha fatto le cose in grande e, ad accompagnare la sua chitarra, ora ci sono le percussioni, gli archi ed il peso di un vero gruppo alle spalle. Al centro però c'è sempre la sua voce, magnifica e meno acerba del passato, come testimonia il brano d'apertura "Dry grass & shadows", dove la Diane gestisce con totale maestria le proprie corde. I Fairport Convention vengono palesemente tirati in ballo con l'agreste ballata "White as diamonds" ed Alela se la cava decisamente alla gande nei panni della compianta Sandy Denny.

I toni si fanno più intimi con la delicata "Age old blue", che vede la giovane cantautrice accompagnata dalla calda voce di quello strano personaggio che risponde al nome di Michael Hurley. Il disco si apre e si colora con la solare "To be still", tipico esempio di pop elegante e non banale. "Take us back" riporta Alela dalle parti di " THE PIRATE'S GOSPEL" con una ballata semplice e diretta dove il suo morbido sussurro
rischia di far innamorare chiunque lo ascolti.

Il west coast sound che scorre nelle vene di questa californiana ventiseienne salta fuori nella "mitchelliana" "The Alder trees". Particolare menzione merita l' atipica ballata "My brambles"dove gli archi portano alla mente nientemeno che Nick Drake, mentre il cantato di Alela continua ad essere semplicemente favoloso.

Lo scoglio del secondo album è stato superato a pieni voti ed è ora possibile affermare che Alela Diane è una grande cantautrice.