Amos, Tori – American Doll Posse

Amos, Tori – American Doll Posse

Non è obbligatorio perdere l’ispirazione. Tori Amos appartiene a quella cerchia ristretta di artisti che (più o meno) cavalcano l’onda del successo armai da parecchi anni. Dopo i canonici ventiquattro mesi di pausa, la pianista americana torna con un disco complesso e pregevolmente complicato. Poetessa elegante e raffinata la Amos ha segnato le pagine del songwriting al femminile con passi importanti di Country-Rock alternativo che rimarranno ben scolpiti nel tempo

La voce, tirata a lucido, è sempre capace di ipnotizzare e elettrizzare. Il suo essere puerile e marcatamente aggressiva allo stesso tempo dona ai pezzi di “American Doll Posse” quel misticismo che intriga e coinvolge l’ascoltatore. L'album è dedicato a 5 personaggi femminili, con voci e caratteristiche differenti, ispirati ad alcune figure della mitologia greca classica: Isabel (Artemide), Clyde (Persefone), Pip (Atena), Santa (Afrodite) e Tori (Demetra e Dioniso). Le stesse vivono inoltre sul sito ufficiale della cantante (in cui è possibile trovare blog tematici e foto di ognuna delle cinque protagoniste del lavoro).

Un disco di emancipazione femminile. Questo è quanto ha dichiarato la vocalist riferendosi ai cinque diversi aspetti della personalità femminile che ha deciso di trattare con i personaggi di questo album. L’inseparabile pianoforte Bosendorfer si integra ora più che in passato con gli altri strumenti, privilegiando questa volta la parte ritmica.

Trattasi in fondo di un disco dolce e delicato che, fatta eccezione per la potente e maestosa Teenage Hustling (costruita su un muro elettrico di chitarre in forte tensione), sprigiona malinconia e passione da ogni nota. Secret Spell incarna tutte le buone vibrazioni del lavoro, presentandosi come una tavolozza di colori ben posizionati gli uni agli altri. I caldi movimenti al piano scandiscono il tempo su cui si dipana la voce gentile e onirica di Tori Amos.

Il resto del disco accosta con successo soluzioni Pop – Rock di facile acquisizione (le chitarre divertenti di Big Wheel intrattengono con piacere) con tracce più difficili ed ermetiche (Devils And Gods poggia esclusivamente sull’evocatività di un mandolino e dell’ugola della rossa cantautrice statunitense).

Un lavoro dunque di un’artista che non ha più bisogno di dimostrare nulla.