Anorexia Nervosa – New Obscurantis Order

Anorexia Nervosa – New Obscurantis Order

Finalmente è possibile segnalare senza remore una band che con merito è riuscita ad emergere dal vischioso,affollato ed anonimo panorama del symphonic black metal e ha conquistato i giusti lidi di prestigio che gli competono. Infatti, non a tutte capita di crescere così in fretta e di inanellare tre lavori uno più bello e maturo dell’altro come hanno fatto gli Anorexia Nervosa (si parla di “Sodomizing the Archedangel “, “Drudenhaus “ e “New obscurantis order”). Non a caso vantano una gavetta di tutto rispetto e hanno riscosso lodi e consensi nei loro tour come band di supporto a gruppi dal blasone di Absu, Enslaved, Cradle of Filth e Immortal. Soffermandoci di più sulle doti del gruppo e su questo spettacolare lavoro, è innegabile che nel quintetto francese e nella loro la musica non si trova la minima traccia di sanità ed equilibrio mentale (a partire dal moniker e dall’inquietante copertina)! Siamo di fronte ad una musica maledetta, composta in maniera tale che una furiosa follia travolga l’ascoltatore annichilendolo per tutta la durata del cd. Già dai precedenti lavori si poteva notare uno stile musicale ben delineato, ma con “N.O.O.” gli A.N. hanno notevolmente raffinato le varie parti ritmiche,canore e sinfoniche creando un’unica creatura malata che respira e vive da sé. Quello che ci si para davanti è semplicemente un inno alla pazzia! RMS Hreidmarr è superlativo,canta come un rabbioso dannato, invasato e posseduto, alternando screaming e clean vocals, in inglese,francese e latino, secondo le esigenze della sua alienata psiche perdendosi in momenti di rabbia euforica,di glorificazione o di cedimento, trattando argomentazioni davanti alle quali una qualsiasi persona sana di mente stenterebbe a ricavarne un senso logico (un invito a leggere le sue lyric). Nei momenti più sinfonici gli fa eco un soprano che può ricordare Sarah Deva dei Cradle, e che comunque ben figura nel contesto.La batteria viene picchiata più che suonata, con l’unico intento di trasformarsi in una trebbia inarrestabile, la chitarra, che non disdegna di regalare assoli malsani e stranianti, fa muro con il basso nelle parti ritmiche, colonne portanti dell’intera struttura musicale.Tuttavia sono le e aperture sinfoniche della tastiera e i giri di archi il vero marchio di fabbrica degli A.N., mai relegate nell’unica ottica di arrangiamenti di sfondo,bensì reale termometro di schizofrenia della band. Le tracce, stravolte da un songwriting e sonorità non convenzionali, hanno bisogno di svariati ascolti per essere apprezzate nella loro completezza, e questo in realtà è un merito perché inizialmente avvolgono e disorientano l’ascoltatore privandolo di qualsiasi alternativa, mentre solo in seguito riescono a compiere quell’oscuro lavoro che conduce nell’antro dell’insania di Hreidmarr. Il delirio si concretizza già dalle prime due straordinarie tracce, ma è in “Stabat Mater dolorosa” ,un osanna dalle parole nere, che si raggiunge l’apice di squilibrio mentale. La sacralità cede il passo alla blasfemia, la preghiera viene depauperata della sua veste originaria e la follia prende il sopravvento confondendo la grammatica latina con quella francese e inglese. Il risultato è pazzesco e travolgente quanto potente (e comunque bellissimo!). Altra menzione merita la breve traccia Hail tyranny, strumentale, eseguita unicamente al pianoforte, volutamente dissonante e cupa, nello stile di una tipica colonna sonora di vecchi film dell’horror in bianco e nero.

Del tutto inaspettata, ma ben accetta, la cover dei Candlemass “Solitude”,proposta ovviamente in chiave più lenta e marcia.

Amanti del symphonic black metal: il vostro pane quotidiano.

Voto: 8.7
Andrea Gubernale