Ayreon – The Human Equation

Ayreon – The Human Equation

Un uomo ricco e potente, reso avaro e arido di sentimenti dal denaro e dall’ambizione, combatte in coma tra la vita e la morte dopo un incidente automobilistico.Un vortice di visioni e emozioni lo accompagnano nei sogni che conducono al fatale bivio: proprio quelle emozioni che durante la vita aveva messo da parte. Amore, paura, orgoglio, passione, agonia, rabbia il “cast”di sentimenti che lo travolgono e combattono con il suo io, mentre il corpo giace immobile su un letto d’ospedale. Della moglie, del miglior amico e del padre le flebili voci dall’esterno che riesce ad avvertire nel suo stato di trance; sospiri che tentano di trascinarlo via da quell’incubo fatale.

Questo il plot scelto dall’eclettico compositore e musicista olandese Arjen Anthony Lucassen per “Ayreon- The Human Equation”(2004), una vera e propria metal-rock opera di 103 minuti, che gode della collaborazione di molti valenti artisti dell’attuale scena prog e metal. Il ruolo principale, l’ego del protagonista(Me), è affidato a James Labrie, voce dei Dream Theater, gruppo newyorkese di fama mondiale emblema del progressive moderno, autore di una prestazione eccellente condita da una grande capacità recitativa. Molto accurata ed efficace la scelta degli altri vocalist/sentimenti: Michael Akerfeld, leader degli Opeth, interpreta una paura strisciante avvalendosi del suo suggestivo timbro di voce, intervallando la voce pulita a potenti growl, mentre, tra gli altri, Devin Townsend brucia le sue corde vocali offrendo una rabbia a dir poco incandescente.

L’interessante concept lirico è accompagnato da una gamma di sfumature musicali molto ampia: progressive rock anni 70, prog metal, folk, etnica, elettronica e sinfonica, generi distanti tra loro, ma ben amalgamati nella complessa struttura dell’album. Imponente la varietà di strumenti (diverse chitarre, varie percussioni, fiati e archi e persino il didgeridoo) suonati nei brani da musicisti molto preparati che liberano il loro estro nelle digressioni strumentali che arricchiscono lo svolgimento delle composizioni. Nonostante l’imponenza dell’opera(due dischi), il songwriting si mantiene fresco e originale per tutte le tracce, le quali si incastrano alla perfezione l’una con l’altra andando a comporre un mosaico indissolubile, ispirato e riuscito in ogni suo tassello.