Baroness – Red Album

Baroness – Red Album

Lo diciamo subito: qui si parla di uno degli album più belli di tutto il 2007. Nessuna remora ad ammetterlo e piena convinzione nel volerlo consigliare.
Il primo passo della Baronessa ha spiazzato un po’ tutti: è un qualcosa di tanto potente da piacere al metallaro incallito, così psichedelico da colpire il rockettaro nostalgico, abbastanza coraggioso da piacere ai tipi post, fumosamente southern per i più rozzi, abbastanza sfacciato e inconsueto da accattivarsi indie-fan e e così dannatamente progressivo da convincere anche il canterburiano più integralista.

“Red Album” sembra avere così a disposizione la ricetta della fruibilità universale: nessun eccessivo intoppo inasprisce un discorso che già al primo ascolto può colpire e convincere chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i generi menzionati.
E in più il lavoro non si limita a citarli, ma ad esplorarli nel profondo, a sviscerarli, ribaltarli a proprio piacimento e plasmarli in una lunga sfumatura che copre tutti i 56 incandescenti minuti della tracklist.

Le canzoni sembrano svilupparsi in un modo del tutto naturale e spontaneo, come delle jam session addolcite da parametri intelligibili sin dal primo approccio e che si beano di un impatto e una freschezza di prim’ordine. Poi, un riff, una semplice idea ritmica e la fantasia dei protagonisti costruisce il resto, imperniandolo su un groove incessante ed ipnotico che rende ancor più vivido e trascinante il senso di progressione, asse trainante di tutte le composizioni.

Il risultato è qualcosa di massiccio, sincero, infuocato, senza fronzoli che rifugge, sbuffando, qualsiasi futile autocompiacimento.
Lunga vita alla Baronessa!!!