Between the Buried and Me – Colors














Between the Buried and Me – Colors

Genere:Extreme Progressive Metal, JazzCore
Data uscita:2007
Label:Victory Records
Durata:N.A.
Sito Web:N.A.
Voto:8.8/10
Recensito da:Emanuele Catani
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Between the Buried and Me – Colors

Quello che ogni album dei Between the Buried and Me rappresenta è sempre qualcosa che fa del concetto di musica una libera ispirazione, all’interno del quale è lecito tutto e il contrario di tutto: nessuna premeditazione forzata, l’improvvisazione dietro l’angolo e il punto di svolta sempre in agguato. Il loro genio si espande in una musicalità sfuggente a qualsiasi definizione di genere e ad ogni tentativo di identificazione, nonchè assolutamente impossibile da imbrigliare

E’ lecito quindi aspettarsi un discorso mutevole e cangiante, libero da freni inibitori e binari riduttivi, che spazi in più campi e faccia della sorpresa e dell’impatto il suo vero punto di forza. “Colors” non contraddice l’insolito paradigma del gruppo ma stavolta impregna il tutto di un senso melodico e di un continuità ancora più forte che passato.

Il tutto viene comunque sistematicamente strapazzato tra assalti grindcore, ritmiche spezzate, divagazioni jazzate, scivolate country, passaggi acustici, etnicismi che spaziano tra ghirigori orientali a mazurche folkloristiche, e ,nonostante ciò, il discorso trasmette un senso di coesione paradossalmente naturale, coadiuvato da una trazione progressiva che ha pochi eguali nel panorama mondiale e non solo della musica estrema.

Perché questa è musica estrema: ma non si intende con ciò quella musicalità arcigna, tellurica e introversa tipica dell’estremismo metallico(cioè, non solo), bensì il fatto che è difficile andare oltre un eccesso così pronunciato, un confine al di là del quale sarebbe difficile lasciarsi intendere dall’orecchio umano.

Ed è proprio qui che interviene il succitato rilassamento melodico che permette all’ascoltatore di districare il labirinto di intrecci strumentali, inarrivabili forse al primo ascolto, ma che, successivamente, sbalordiscono ad ogni passaggio successivo data la cura degli arrangiamenti e i continui stravolgimenti in sede ritmica. Il tutto prende quindi i contorni di in un lavoro fruibile anche per un orecchio meno allenato a certe sonorità e che può colpire favorevolmente chiunque sia appassionato di una musicalità intelligente, ricercata e aperta al dialogo con innumerevoli influenze.

Non si contano il numero di atmosfere che il contesto arriva a coinvolgere, riuscendo ad amalgamarle alla perfezione e provocando una notevole sfumatura di senzazioni che arrivano a coprire praticamente tutto lo spettro emozionale.

In sintesi, “Colors” è album che non può e non deve passare assolutamente inosservato(siete avvertiti), all’interno del quale i ragazzi, che già sbalordivano agli esordi, dimostrano di essere definitivamente maturati arrivando a incastonare la gemma più lucente in cima alla loro già pregevolissima discografia.

Insomma, ancora una volta, Between the buried and me, c’è un’infinità.