Bokor – Vermin Soul

Bokor – Vermin Soul

Tool, Mastodon, Opeth, The Ocean, Ocean of Sadness, Pain of Salvation, Ulver, System of a Down, Isis, Neurosis…Tante sono le band alle quali è affidato il testimone del viaggio in direzione di un luminoso futuro per il panorama metal/hard rock, tutte sostanzialmente diverse tra loro ma ugualmente geniali e imprescindibili nel proprio stile musicale in continua crescita. La linea di continuum che lega tante differenti realtà nonostante le tantissime sfumature si giova della medesima voglia di creatività e di fuga dal precostituito che permette al caro vecchio heavy di rinnovarsi mischiandosi col prog, ambient, stoner, hard, psichedelica, alternative, jazz, elettronica e sperimentale.

Gli svedesi Bokor ribadiscono con decisione la voglia di entrare a far parte del suddetto gruppo dopo che il debut "Anomia1" di appena diciotto mesi fa aveva fatto gridare al miracolo.
È una miscela esplosiva quella che attende l'ascoltatore tra i solchi di questo disco. Partendo sostanzialmente dagli stessi lidi del precedente, la loro musica avvolge il contesto di un alone misterioso, perfettamente calato in atmosfere ricche di ricami orientaleggianti in grado di spaziare dalle tinte più fosche alle aperture più intime e lunari. Il contesto gode di un naturale tendenza all'evoluzione che permette alle composizioni di inglobare influenze ben amalgamate fra loro che vanno dal prog rock anni settanta, al grunge, al death metal, e poi alternative, acustico, un pizzico di stoner e varie altre contaminazioni.

Rispetto al primo lavoro le canzoni acquistano sicuramente in personalità pur perdendo forse un pizzico di immediatezza data la varietà delle soluzioni che si succedono nelle orecchie di chi ascolta. Il timone cambia spesso rotta in un viaggio dai risvolti mutevoli, aspro e crudo nei momenti di maggior tensione, contemplativo nei tratti più pacati e affascinante nelle numerose divagazioni strumentali dalle forti tinte lisergiche.

La voce assolutamente evocativa del cantante, dotato di una timbrica suadente e allo stesso tempo aggressiva(e non solo nelle sporadiche puntate scream e growl), e le vincenti scelte melodico-ritmiche crepuscolari chiudono adeguatamente il cerchio consegnando agli appassionati una decisa conferma della totale affidabilità di un altro gruppo prezioso per il futuro del rock duro.
I Bokor: sì, ci sono anche loro.