Bud Spencer Blues Explosion

Bud Spencer Blues Explosion – st

C’è veramente poco da sindacare, i Bud Spencer Blues Explosion sono la rivelazione ASSOLUTA del 2009. Notati in un fugace ma incisivo passaggio sul palco del 1° maggio, sul quale si sono avventati con rapacità istintiva fulminando i patetici cori che invocavano la discesa del “blasco”, ce li ritroviamo addosso, carichi e motivati, con un esordio devastante. Se fossi un produttore farei tutto il necessario per averli, se invece fossi una band non vorrei, assolutamente, suonare dopo di loro, on stage sono un castigo divino, simili agli Zeppelin, dopo il loro passaggio non rimangono che briciole.

Un’iperbole dite?
Proprio andare su youtube per capirlo.
Zeppelin dicevamo, ebbene si, escludendo la batteria e concentrandosi sul riff dell’opener “Mi Sento Come Se”, potrete facilmente notare che mister Jimmy Page è stato omaggiato, spudoratamente, da Adriano Viterbini.
La two man band è una macchina da guerra impietosa, di quelle che non portano morte ma risvegliano i morti viventi in ascolto, resi putridi dalla merda che le case discografiche rifilano quotidianamente al pubblico.

Adriano suona la chitarra come se dovesse riempire, e di fatto cosi è, ogni buco mancante fra le colonne dei loro brani.
Più che un chitarrista sembra essere un drummer affetto della malattia tipica dei batteristi legata al tempo, affannosamente impegnato a inseguirlo, tappando le falle con il suo rifferama poderoso.
La sua “ascia” si trasforma in un esercito di tasselli, disegnati per completare un mosaico perfetto.
Questo disco è di un calore impressionante, il suo impatto con le orecchie alza di migliaia di gradi le cellule dei padiglioni auricolari, mettendo a ferro e fuoco cuore e cervello.

In queste righe troverete solo lodi, tutte meritate, per una band che non deve assolutamente temere nessun confronto con il resto del mondo.
I BSBE suonano il blues triturandolo, torturando le corde della chitarra che, infilata fra i passaggi dirompenti della sezione ritmica, crea uno sconquasso fra gli stilemi, ormai triti, su cui il blues ormai si è, in parte, seduto.
Il loro è hard-rock/blues sofferto dall’anima, lontanissimo, anche se parallelo, dalla classica concezione del fraseggio pentatonico.
Il punto di forza consiste nella (ri)scrittura dei brani, nello sviluppo ansiogeno della trama, nelle continue virate.

Siamo di fronte a contaminazioni con l’elettronica dei Chemical Brothers, “Hey Boy Hey Girl” ne è orgoglioso testimone con il suo mix di suoni lancinanti, ritmica crescente e un fottio di cambi alla chitarra, pregna di wah-wah viscerale.
“Qualsiasi Qualunque” è una delicata ballata in punta di piedi o se preferite sulle “corde” più intime della vostra anima, cullata dalle chitarre.
L’ottima “Esci Piano” (Britti) splende mostrando il lato più ruvido della band che, anche in “Frigido”, rivela la facile capacità di scardinare gli stantii stereotipi del blues.

“Fanno Meglio”, presente anche come bonus track live 1° maggio, chiude questo album fresco e potente che, messo a confronto con le infelici scelte di alcuni nostri artisti italiani considerati indie/cool, risolleva le sorti della nostra produzione musicale.
Rispetto al demo precedente il disco risulta più disciplinato, le ballate di certo aiuteranno la band a mietere nuove vittime, ma allo stesso modo, ci si augura, che allarghino i loro favori presso la corte delle major.

Prendetela come vi pare, pensate ciò che volete, ma i BSBE sono mastodontici!!