Burst – Origo

Dicomuneaccordo: Gazzè, Turci, Rei. Live

Termoli(CB), 5 agosto 2007. Alle 22, dopo un’attesa di circa mezz’ora rispetto al previsto (ma del resto nessun concerto inizia mai puntuale!) ha preso il via “DI COMUNE ACCORDO”, il concerto –organizzato dal Comune di Termoli- di Max Gazzè, Paola Turci e Marina Rei, per la prima volta insieme. Ma la cittadina adriatica ha purtroppo accolto il trio romano in un clima quasi novembrino. Infatti il porto, dove si teneva il concerto, era funestato da un vento a dir poco infernale (o invernale?). E nonostante tutto, il piazzale si riempiva costantemente di gente, che, man mano, cercava di non pensare al vento gelato, cantando i pezzi dei tre protagonisti della serata.

Ad aprire il concerto è stata Paola Turci, che, imbracciando una chitarra acustica, ha eseguito una versione morbida di Volo così, suo cavallo di battaglia da diversi anni.

Come se fossero membri di una vera band, Gazzè (al basso) e Rei (percussioni) accompagnavano il brano. Da ricordare l’importante presenza di altri musicisti, come l’ottimo violinista Andrea Di Cesare, il chitarrista Giorgio Baldi e il batterista Alessandro Svampa.

E’ toccato poi a Gazzè eseguire il secondo pezzo, Vento d’estate, che in origine era cantato insieme a Niccolò Fabi (la Turci interpretava le parti vocali di quest’ultimo), passando, successivamente, ad Al di là di questi anni, la canzone di Marina Rei che era andata bene a Sanremo 1996. Un po’ monotona Ringrazio Dio, in versione acustica,in cui si sentiva la mancanza di Toquinho, che la eseguì insieme alla Turci a Sanremo 1990.

Il pubblico si è poi definitivamente acceso con L’uomo più furbo, cavallo di battaglia di Gazzè e impeccabile è stata la versione di Colloquium vitae, malinconico pezzo un tempo cantato a due voci (Gazzè e Mao), che è stata intonata da tutti e tre i musicisti. Il microfono di Gazzè non funzionava perfettamente, ma il cantautore romano sapeva comunque “dominarlo”.

Non è mancato neanche il brano che ha fatto conoscere Paola Turci al grande pubblico nel 1989, ossia Bambini, eseguita quasi in maniera identica all’originale. Completamente riveduta, invece, Maestri sull’altare, di Marina Rei, resa quasi totalmente strumentale. Altro momento clou è stato l’esecuzione di La favola di Adamo ed Eva, accolto con ovazione dal pubblico. E Max Gazzè non ha deluso le aspettative, eseguendola perfettamente. Il brano, ad un certo punto, viene interrotto dalla Turci, che vi ha inserito i ritornelli di Cuore matto, di Little Tony, e Nessuno mi può giudicare, di Caterina Caselli.

Il concerto è terminato con I miei complimenti, dolce e malinconico brano di Marina Rei, ma il pubblico reclamava il bis. E così è stato accontentato: i tre musicisti sono ritornati sul palco, eseguendo altri tre loro brani, tra cui L’amore pensato, di Gazzè e Saluto l’inverno, che Paola Turci portò a Sanremo 2001.

E quando il bis sembrava essere finito, Max Gazzè , a sorpresa, ha eseguito Una musica può fare.

Appena finito il concerto -ben realizzato e che ha entusiasmato il pubblico- il trio ha salutato i presenti, lasciando Termoli, frastornata da un feroce “Vento d’estate”.

Scaletta

Volo così
Vento d’estate
Al di là di questi anni
Ringrazio Dio
Cara Valentina
Noi
L’uomo più furbo
Mani giunte
Colloquium vitae
Sabbia bagnata
L’allucinazione
La parte migliore di me
Bambini
Maestri sull’altare
Stato di calma apparente
Il timido ubriaco
Un inverno da baciare
Quasi settembre
La favola di Adamo ed Eva
I miei complimenti
(bis)
L’amore pensato
Fammi entrare
Saluto l’inverno
Una musica può fare