Demians – Building An Empire














Demians – Building An Empire

Genere:Rock, progressive, metal
Data uscita:19/05/2008
Label:InsideOut
Durata:N.A.
Sito Web:N.A.
Voto:8.0/10
Recensito da:Emanuele Catani
"Demians

Demians – Building An Empire

Opeth, Pain of Salvation, Porcupine Tree, Anathema sono tra i gruppi più influenti della scena metal e progressive odierna. Tutte compagini relativamente giovani, con alle spalle album di caratura elevatissima e dotati di un fascino ammaliante e misterioso, che vanno di diritto annoverati tra i nuovi punti di riferimento del panorama heavy moderno.

Non a caso, un numero sostanzioso di nuove band ha scelto di seguire la corrente che sfocia nei medesimi lidi, nella stragrande maggioranza dei casi però, scegliendo tragitti ben poco entusiasmanti. Pur ispirandosi difatti alle medesime coordinate stilistiche è ben difficile creare e coniugare le atmosfere che i grandi sopraccitati sanno infondere con la loro musica, ritrovandosi spesso a riprodurre niente altro che copie sbiadite dei ritratti delineati in quei capolavori.
Fortuna vuole che questo non accada sempre, e che quindi capiti talvolta la tipica eccezione che confermi la regola.

Ecco per l'appunto “Building an Empire” dei Demians: l’inattesa sorpresa dal gruppo di belle speranze giunto appena al debutto. E in questo caso sarebbe addirittura inesatto parlare di gruppo. Dietro il nick difatti si cela, in realtà, una unica mente che ha composto tutto l’album e l’ha successivamente inciso tramite la collaborazione di pochi musicisti: Nicholas Chapel.
Il compositore, vocalist e polistrumentista francese riesce nell’arduo compito di fondere gli stili dei gruppi sopraccitati, miscelandoli con una fresca ventata Alterbridge dal grande appeal melodico, centrando l’obiettivo di creare un amalgama che, pur lasciando trasparire le proprie ispirazioni, non sa assolutamente di derivativo in nessuna delle tracce che compongono la scaletta

Il contesto che ne deriva risulta invece persino originale e personale, carico di un forte spinta emotiva che mette in risalto l’azzeccata combinazione tra complessità armonica e infusso melodico, i veri punti di forza del lavoro. Le composizioni si svolgono nella più totale naturalità immerse in uno spirito liberamente progressivo, assecondando il senso della melodia che si muove agevolmente nelle costruzioni elastiche di una sezione ritmica agile e grintosa, disinvolta al punto giusto. Grandissimo anche il lavoro svolto nella cura degli arrangiamenti che vanno dal più piccolo accorgimento in fase armonica, passando per il contrappunto o accompagnamento orchestrale(davvero ben fatto) fino all’incastro perfettamente riuscito fra riff e arpeggi di gran classe.

E intorno intanto gira un panorama che va dal rock “d’ambiente” e acustico al metal più disinibito e massiccio, non perdendo però mai di vista la concezione di una musica istintiva e avvolgente, sensibile oserei dire.

“Building an Empire” è un album che può far da sfondo a un viaggio in macchina, una passeggiata al tramonto, e allo stesso tempo anche accompagnare in una corsa rendendola avvincente.
Tante possibili situazioni d’ascolto ma con un medesimo risultato: emozionare.