Down – Over the Under














Down – Over the Under

Genere:Metal
Data uscita:2007
Label:Roadrunner
Durata:N.A.
Sito Web:N.A.
Voto:9.0/10
Recensito da:Giuseppe Celano
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Down – Over the Under

Sembra che la colpa per la nascita dell'album definitivo dei Down, "Over The Under", sia da attribuire al primo album dei Witchcraft. Anselmo racconta, infatti, che, trovandosi in un negozio di tatuaggi, una musica abbia completamente attirato la sua attenzione e il suo pensiero sia subito andato a Pepper Keenan (C.O.C), che non sentiva da due anni.

Questi i presupposti che hanno portato alla luce un album molto più black dei precedenti.
Atmosfere blues dolenti, come del resto lo è Anselmo, che nel frattempo ha vissuto l'uragano Kathrina, un'operazione chirurgica e l'assurda morte del chitarrista Dimebag Darrel (Pantera).
L'intro di "3 Suns And 1 Star" è la prima rasoiata al vetriolo che squarcia il silenzio, un perfetto esempio della sintesi fra Pantera e C.O.C.

Tutto il blocco sembra non cedere mai nella sua pesante corsa tra le paludi tanto amate da Phil e soci. Blocchi granitici ed angolari, spinti dal rantolo belluino di un Anselmo, pieno di rabbia per troppo tempo compressa nel suo animo.
Il fantasma di Kathrina è ancora tangibile e Phil prova ad esorcizzarlo nella bella "The Path".
I Down di oggi mi ricordano i Led Zeppelin più neri, quelli di "When The Levee Breaks", tanto per capirci. Chiude l'intero lotto la superba e maestosa "Nothing in Return", che rallenta leggermente questa folle corsa, per adagiarsi su chitarre e piano elettrico. L'oscura e sognante ballata mette in risalto le qualità canore di Phil.

Un album da avere a tutti i costi, insomma, da esibire come trofeo quando qualcuno a casa vi chiederà qual è l'ultima cosa che vi ha travolto totalmente.
Down, un ritorno dovuto e necessario!!