Fiery Furnaces – I’m Going Away

The Fiery Furnaces – I’m Going Away

I Fiery Furnaces mettono a segno il loro ennesimo colpo vincente. Ottengono – dopo otto album in studio – un’invidiabile media di cose riuscite e si confermano come una delle migliori realtà del panorama attuale, anche perché molti dei loro colleghi, iscrivibili al registro dell’indie-pop, dopo un buon disco d’esordio spesso si afflosciano come soufflé cotti in fretta.

Dodici pezzi con il sorriso sulle labbra, realizzati con la consueta arguzia compositiva che in giro trova pochi rivali e la voglia costante di rimettere la posta in palio a ogni passo rendono “I’m Going Away” uno dei migliori album di quest’annata.

Eleanor e Matthew Friedberger fanno oscillare vertiginosamente la loro musica fin dalle prime battute della title-track, caratterizzata da un groove attorcigliato, e propongono un pop deliziosamente disinvolto che trova i suoi migliori esempi in “Drive to Dallas”, una dolce ballata che non risparmia sorprese, e nella funambolica “Charmaine Champagne”. Ci sono poi i passaggi più distesi, meno cervellotici, come “Cut the Cate” e “Even the Rain”, buoni a tenere l’intero lavoro in equilibrio tra slanci di fantasia e una certa rigorosità che non guasta e rende il tutto maggiormente fruibile, e soprattutto comprensibile.

I Fiery Furnaces non risparmiano soluzioni d’alcun genere, coltivano idee che mantengono il loro “I’m Going Away” sempre vivo e, pur avendo esattamente in testa la lezione dei grandi del passato, riescono ad alzare in maniera decisa l’asticella del pop di oggi.