Harnetty & “Prince” Billy – Silent City

Brian Harnetty & Bonnie “Prince” Billy – Silent City

Brian Harnetty, artista e musicista dell’Ohio, probabilmente non sarebbe riuscito a fare un album così ben confezionato senza l’apporto decisivo delle idee, e della voce, di Bonnie “Prince” Billy. Ma poco importa. Il loro “Silent City” è uno di quei dischi che non possono passare inosservati, per la qualità del pensiero musicale e la cura riversata nel particolare timbrico.

Dodici brani dall’atmosfera suggestiva dove la voce di Will Oldham si fa spesso figura primaria, imprescindibile, con la sua densa bellezza e profondità espressiva. Dietro di lui si muovono i colori opachi di una batteria marziale, di un pianoforte che crea tensione, di una nutrita serie d’interventi strumentali (compresi alcuni accenti di fiati) e qualche inserto preso dalla tradizione folk e gospel a stelle e strisce, che non guasta.

Gli andamenti sono sempre tranquilli. La città silenziosa e descritta di notte, quando tutto tace e le forme si possono osservare con cura, senza precipitazione. I tre brani conclusivi sono quelli meglio riusciti: “Some Glad Day” sembra un invito al raccoglimento spirituale; lo strumentale “As Old as a Stars” un’improvvisazione ispirata alle stelle cadenti; “To Hear Still More” un piccolo tappeto preso in prestito dal salotto buono di Brian Eno.

L’album si risolve in quaranta minuti sfuggenti. Giusto il tempo necessario per tracciare un solco indelebile e salutarci prima che arrivi il nuovo giorno, con i suoi rumori e le sue inevitabili distrazioni.