Harvey, Pj – White Chalk















Harvey, Pj – White Chalk

Genere:indie, altern., songwriting
Data uscita:2007
Label:Island
Durata:N.A.
Sito Web:N.A.
Voto:8.0/10
Recensito da:Enrico Mainero
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Harvey, Pj – White Chalk

Sono passati sedici anni dalla publicazione di Dress (singolo di debutto per l'etichetta indipendente Too Pure) e PJ Harvey non ha ancora perso il vizio di sfornare dischi che lasciano il segno. L’ottavo album della cantautrice inglese, questo delizioso “White Chalk” che abbiamo ascoltato attentamente in quest’ultimo periodo, ben si tiene alla larga dalle atmosfere grezze e raggianti degli esordi; il disco mescola elementi di Pop mistico e di Folk evocativo, raccogliendo le sue idee attorno a splendidi viaggi pianistici e sognanti arpeggi di chitarra.

PJ Harvey inaugura la sua carriera come parte di un trio (con il batterista Rob Ellis e il bassista Steve Vaughan) anch'esso chiamato PJ Harvey. La musica del trio, fin dagli inizi, conquista le riviste di settore, attirando su di sè una grandissima attenzione (in entrambi i lati dell’Atlantico). La maturità acquisita dalla musicista in versione solitaria tuttavia ci sembra incredibilmente più spessa e profonda. Le tracce di quest’ultimo lavoro mostrano infatti una forte presenza emotiva che trascina l’ascoltatore direttamente nel cuore della vocalist.

Fin dalle prime note di The Devil ci si accorge che non sarà un disco “facile”; ci accorgiamo insomma che “White Chalk” non sarà un disco da ascoltare in sottofondo ma da assaporare lentamente e con attenzione. I testi autobiografici (e la voce sussurrata e trascinata con straziante agonia) rendono il primo brano del lotto un misto di abbagliante nostalgia e di dolente angoscia.

Le pulsanti onde pianistiche di Dear Darkness ricordano i viaggi nel Pop lussuoso di Tori Amos (il tutto macchiato da una dolce chitarra acustica che scandisce il ritmo soffuso del brano). E’ ancora la bellezza delle armonie pianistiche ci strega in Before Departure; il brano mostra, rispetto al resto del disco, un certa autonomia. Le melodie vocali sono maggiormente scandite e le il ritmo leggermente più veloce e pulsante.

Promossa a pieni voti dunque una delle più belle voci degli ultimi quindici anni.