Ihsahn – AngL














Ihsahn – AngL

Genere:Avantgarde metal, extreme progressive
Data uscita:06/2008
Label:Candlelight
Durata:N.A.
Sito Web:N.A.
Voto:8.0/10
Recensito da:Emanuele Catani
"Ihsahn

Ihsahn – AngL

Quando si cambia si deve inevitabilmente fare i conti con quelli che ti conoscono da più tempo. E questa può diventare una fase a dir poco spinosa, ancor di più se il cambiamento appare abbastanza radicale. Ihsahn ha sempre fatto le sue scelte, senza badare a nessuno, senza chiedersi se i suoi fan della prima ora lo avrebbero comunque seguito. Si è affidato all’istinto, alla sua idea, alla sua ispirazione per andare incontro ad un tipo di musicalità in continua evoluzione, ben diversa da quella che aveva contraddistinto i suoi esordi. Unico punto in comune la genialità che ha sempre segnato le sue pubblicazioni, una genialità in grado di modellarsi a secondo del discorso che il compositore intendeva intraprendere: facile scovarla avvolta nella cupa atmosfera nel black metal sinfonico dei primi Emperor, percepirla nelle molteplici influenze che si affacciavano nel loro ultimo periodo e successivamente palesarsi ancor più chiaramente nei suoi nuovi innumerevoli progetti dopo lo scioglimento del gruppo.

Come però spesso accade, il genio può non essere capito e sfuggire o non andar giù alla mentalità dei più, concedendo così verve alle critiche più feroci, da parte, soprattutto, dei blackster più intransigenti che non riescono più a riconoscere in Ihsahn l’oscuro e implacabile imperatore degli inizi.
“The Adversary” e soprattutto il nuovissimo “Angl”, sono i primi lavori solistici del chitarrista-singer e rappresentano in tutto e per tutto il manifesto della musicalità libera di Ihsahn.
Il nuovo nato è una profonda immersione nell’universo espressivo dell’autore e mette subito in chiaro la questione investendo il black degli esordi e le solide partiture death metal di un progressive style di classe purissima. Coadiuvato da una sezione ritmica impressionante, riesce a creare incastri armonici soprendenti all’interno dei quali possono sfogarsi, alternandosi efficacemente, rabbia, malinconia, mediatazione.

Partendo quindi da un presupposto prog metal estremo, in un contesto libero di pregiudizi e parametri, si scatenano assalti death di precisione chirurgica in grado di comunicare agevolmente con divagazioni strumentali dal taglio sperimentale, densi di sonorità obblique e richiami operistici di grandissima efficacia. I vuoti e pieni che contraddistinguono il songwriting tracciano adeguati percorsi per le chitarre acustiche che, tra uno strumming e un arpeggio, danno un tocco ancora più intimo e delicato a tutto il discorso.

Menzione a parte merita la voce di Ihsahn, dotata di una timbrica pulita toccante ed espressiva(molto più usata che in passato) ma al tempo stesso pronta a sfoderare il leggendario scream agghiacciante, lesto ad aggredire appena dietro l’angolo

In conclusione, Angl è la nuova occasione per dividere i fan dell’ex imperatore. Ci sarà chi lo odierà ancor di più, chi continuerà ad amarlo e chi invece tramite la sua ultima produzione sarà invogliato finalmente ad avvicinarsi.
Di sicuro chi concederà al suo genio di sfogarsi ascoltandolo attentamente, non potrà che goderne molto. E per molto. Almeno fino alla prossima opera.