Kelly, Scott – The Wake














Kelly, Scott – The Wake

Genere:acustico, folk, metal
Data uscita:12/06/2008
Label:Neurot
Durata:N.A.
Sito Web:N.A.
Voto:8.0/10
Recensito da:Giuseppe Celano
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Scott Kelly – The Wake

L’altro grande monolite oscuro, il campo magnetico opposto di Steve Vont Till, pubblica in questi giorni “The Wake”.
Kelly ama il blues ma lo si era capito ormai da tempo.
Questo sembra l’unico genere che lo attiri appena staccata la spina elettrica della band madre.
Forse perché il blues è perfetto per raccontare ciò che fa male o si adatta meglio ai toni smorzati di un’acustica piena e scarna allo stesso tempo.

A differenza dell’amico Steve, Scott coglie l’occasione per metter(si) a nudo i sentimenti con il solo aiuto della sei corde, raramente di qualche spunto elettrico in sottofondo, magicamente accarezzata dal plettro che solo raramente affonda i colpi. Scorrendo i titoli dei brani mi accorgo che la parola blood si ripete ossessivamente, quasi un modo per esorcizzare la morte richiamando il fluido della vita,

In alcuni passaggi la somiglianza vocale con Steve mette i brividi, come se gli anni passati insieme li avessero resi gemelli dello stesso destino.
Ognuno sembra esercitare l’influenza sull’altro.
“Saturn’s Eye” è paragonabile a “Vally Of The Moon”, leggermente più disperata e depressiva, mentre “The Searchers” è una nenia luciferina che sa di morte, seguita da “Catholic Blood” che avanza sulla stessa falsariga.

La coda del cd lasciar filtrare un raggio di luce grazie ad una melodia, se così si può definire, abbastanza aperta e non urticante, seppur permane la disperazione nei testi, implacabili come sempre (In My World).
Chiude l’intera opera un disperato canto d’amore, che alza il tiro contando su un’allucinata e scorticante chitarra che intarsia lo scorato canto di Kelly.

Un altro grande capitolo di questo personaggio che, definire solo un chitarrista sarebbe molto riduttivo, ci trascina con sé in una spirale a ritroso dentro la ricerca dei sentimenti più dolorosi e ancestrali.