McCartney, Paul – Memory Almost Full















McCartney, Paul – Memory Almost Full<br />

Genere:Classic rock, songwriting
Data uscita:2007
Label:Concord
Durata:N.A.
Sito Web:N.A.
Voto:8.0/10
Recensito da:

Enrico Mainero

"Dave

McCartney, Paul – Memory Almost Full

Cosa dire di un artista come Paul McCartney se non che abbia rappresentato per il ‘900 quello che Mozart ha rappresentato per il 700? McCartney è semplicemente McCartney, un genio che continua (nonostante all’anagrafe i suoi anni continuino ad aumentare vertiginosamente) a sfornare dei dischi che fanno tendenza e che significano ancora molto (sia dal punto musicale che sociale).

Dopo due anni (“Chaos and Creation in the Backyard” è datato 2005), McCartney torna con un disco frizzante e divertente, costruito attorno ad un Pop Rock elegante e sanguigno. “Memory Almost Full” si presenta come un lavoro meno articolato del precedente ma più immediato e diretto; le melodie (come al solito) sono ben curate e difficilmente riescono a non far presa sull’ascoltatore; gli arrangiamenti sono ben equilibrati e il lavoro risulta nel complesso ben suonato (piano e chitarre si sovrappongono spesso con dolcezza). A questo proposito Dance Tonight presenta a pieno il lavoro, attraverso armonie eleganti e leggiadre (sorrette da un McCartney stralunato che strimpella al mandolino una dolce melodia che rimane in testa al primo ascolto).

La voce dell’ex Beatle è sempre quella e i suoi famosi acuti rimangono un punto fermo della sua produzione. La vera sorpresa (solo in riferimento all’ultimo album) sta nella graffiate Only Mama Knows; il brano si erge attorno a riff sanguigni e dal sapore vagamente Hard mentre la cavalcata della sezione ritmica guida l’ascoltatore in un mare d’emozion cariche d’adrenalina. La vera chicca del lotto è però sicuramente Vintage Clothes che richiama i lavori più riusciti con i Wings. Le atmosfere del brano sono festose e sottolineate con fermezza da freschi giri di chitarra acustica che sfociano in cascate pianistiche tanto delicate quanto ipnotiche.

L’unico brano per così dire in controtendenza con il resto del disco è House of Wax. La malinconia regna sovrana e le atmosfere si dilatano. La voce di McCartney si erge a lamento (sorretta da un piano ora decisamente più sommesso e dal ritmo più blando).

Cosa dire di più? Cento di questi anni e di questi dischi.