Ministry – Adios…Puta Madres

Ministry – Adios…Puta Madres

Come poteva concludersi, dopo quasi trentenni, la parabola di una delle band più dissacranti se non con un mastodontico live che racchiude il meglio del loro ultimo periodo?
Il sound lo conoscete, dal vivo si modifica leggermente, passa attraverso gli Slayer, (Senior Peligro), inserisce elementi hardcore, (No W), e non lascia spazio alla melodia riducendo in poltiglia i luoghi comuni derivati dal logorio dell’industrial.

Gli assoli sono acidi e le ritmiche serrate, “ Let’s Go”.
Al Jourgensen, feroce maestro d’ironia, decide di porre il sigillo sul capitolo Ministry mentre la band è ancora energica, evitando ai fan, ma soprattutto a sé stesso, una pietosa fine, simile alla candela che si spegne lentamente dopo aver arso da ambo i lati.
Inutile sperare che ci possa essere qualcuno capace di colmare questo immenso gruppo che in trent’anni ha radicalmente modificato la fisionomia del metal industriale.
La produzione dell’intenso “Adios…Puta Madre” sembra contenere a stento la pressione che sgorga dalle takes dei Ministry.

Al è in continua lotta con l’amministrazione George W. Bush, qui martellato, deriso e accusato.
La struttura dei brani è compatta e senza compromessi, ma la band riesce a infilare, fra gli ingranaggi del rullo compressore, assoli ricchi di wah-wah caldo e dirompente, “Life Is Good”.
Le martellanti e “fredde” scelte ritmiche intrappolano il rantolo di Jourgensen che, come dal profondo di un gelido antro, urla il suo rancore contro la merda che tenta di sommergerlo, “The Last Sucker”.

Impossibile non provare un senso di soffocamento di fronte al riff ossessivo e paranoico di “Wrong” e non rimanere schiacciati dalla violenza dedicata a George Bush, “Rio Grande Blood”.
Inutile sottolineare che il disco in questione non è roba per completisti o per soli fan, consideratelo un doveroso acquisto nei confronti di una band che ha sempre dato il massimo e che merita il dovuto rispetto.

Da avere assolutamente!