Novembre – The Blue















Novembre – The Blue<br />

Genere:Extreme progressive metal
Data uscita:2007
Label:Peaceville
Durata:67 mins
Sito Web:N.A.
Voto:8.8/10
Recensito da:

Emanuele Catani

"Dave

Novembre – The Blue

Carmelo e Giuseppe Orlando, il nucleo fondatore del gruppo, ci hanno abituato fin troppo bene. La discografia della band di origine catanese(ma da tempo arruolata nella scena romana) contava ad ottobre cinque full lenght, cinque signori lavori che trasudano classe, ispirazione e profondità ad ogni passaggio.

Difficile rimanere indifferenti di fronte a una musicalità che affascina, culla, immalinconisce, e nonostante ciò scuote e fa rabbrividire nel profondo. Sembra ormai inutile ribadire che la musica dei Novembre ha innegabilmente nelle sue corde un’intimismo di fondo tanto spiccato da emozionare anche il più granitico degli orchi e il smuovere il più scettico dei critici.Con loro, le chiacchere stanno a zero, sono le emozioni a parlare.

E se il discorso sembrava essersi espresso in tutte le sintassi possibili con la svolta più easy di Materia (con conseguente probabile e fisiologico calo d’ispirazione) si è in realtà trovata nuova linfa e giunti all’evoluzione. The Blue può tranquillamente rappresentare la raggiunta maturità artistica di una band che al sesto tentativo(nessuno a vuoto, intendiamoci bene) sferra quello definitivo: la summa del loro credo artistico racchiuso in 68 minuti sonanti di atmosfera musicale.

Mi spiego meglio. Gli album dei Novembre sono, nel loro piccolo, tutti dei grandissimi dischi di enorme influenza nella scena metal tricolore , tutti con un’ anima dentro che racchiude una parte della malinconica aura che sprigiona il loro discorso musicale. Pur se tutti immersi nel medesimo credo stilistico, ognuno riesce a brillare di luce propria e suona come una diversa visuale di un medesimo universo, compatto sì, ma in perenne movimento.

L’ultimo Materia era stato il più diretto e semplice(sempre nella loro maniera, guai a chi dice commerciale)e si distanziava non poco dal precedente Novembrine Waltz. Eccoci al punto: in “The Blue” c’è sì Novembrine Valtz ma c’è anche Materia, continua a disperarsi Classica, trova respiro Wish i Could Dream Again e il tutto è immerso in quell’Arte Novecent-esca che rimane emblema del gruppo.

The Blue è l’istantanea fedele di ciò che è diventata la band dopo molti anni di attività: un ensamble che ha le idee chiare, conscio dei propri mezzi, che sa scrivere musica complessa e ricercata per poi suonarla con naturalezza sconvolgente; un gruppo di musicisti deciso a far tesoro dello stile dei vecchi lavori ma inserendolo in un contesto rinnovato che riesce ad amalgamare tutte le molteplici influenze e ispirazioni, proseguendo nella loro emozionale e intellettuale ricerca compositiva.

L’impatto frontale che su Materia era andato leggermente disperdendosi, torna prepotentemente in The Blue con scelte che premiano il ritorno del frangente più estremo del loro sound, comunque evocativo ed emozionante, come sempre contrapposto a quello più intimista e riflessivo.

Ed è proprio la capacità di cambiare atmosfera, la scelta dell’adeguata accelerazione o apertura a offrire un amalgama di ampio respiro, libero di spaziare tra passaggi acustici delicati a cavalcate arrembanti, percorrendo ogni sorta di sfumatura tra i due estremi. I suoni maestosi , curatissimi in fase di produzione, si impastano alla perfezione, imponendo muri di suono che sovrastano progressioni a chiare tinte crepuscolari, intrise del solito tocco nostalgico e romantico che affascina e da i brividi. Così, nascosti dalla fitta coltre sonora emergono spesso arpeggi acustici che troneggiano su tempeste ritmiche che arrivano a sfiorare lidi black, per riportare il contesto in direzioni meditative e malinconiche.

Un songwriting ispiratissimo conduce le trame armoniche a percorrere strutture sovrapposte su più strati, sui quali si intrecciano diverse linee di chitarre e tastiere che offrono adeguato appiglio alla consueta vocalità malinconica di Carmelo, inspiratissimo nell’alternare growl(quasi assente in Materia)e clean vocals e attento nella cura maniacale delle armonizzazioni.

Quasi impossibile cogliere la vera essenza di “The Blue” dopo un approccio superficiale: il cangiante continuum creato dalla progressione delle tracklist offre ad ogni passaggio diversi particolari che si lasciano scoprire solo dopo una conoscenza più approfondita del lavoro, il quale cresce di valore proporzionalmente al numero degli ascolti.

Ancora una volta il metal tricolore può dire la propria ed alzare la voce, con la solita “intellettuale educazione”novembrina, nei confronti dei mostri sacri nord europei e americani.

Il nove Novembre è stato il suo giorno, era inevitabile.
Novembre è il suo mese, e ci mancherebbe altro
Ma con “The Blue”, Novembre rischia seriamente di rimanere tutto l’anno.