Oceansize – Frames















Oceansize – Frames<br />

Genere:Rock progressive, sperimentale
Data uscita:2007
Label:Superball
Durata:N.A.
Sito Web:N.A.
Voto:8.0/10
Recensito da:

Matteo Canini

"Dave

Oceansize – Frames

“Viaggio” questo il termine che mi sembra descrivere in maniera più esaustiva questo terzo full-leght del quartetto inglese.
Nella loro poco prolifica ma validissima produzione, 3 dischi all’attivo dal 2003 ad oggi, gli oceansize hanno sottolineato la loro capacita’di appropriarsi di diverse influenze musicali, di unificarle tra di loro in maniera omogenea facendo cosi’ sfoggio di un elegante approccio tecnico e compositivo.

Le prime due tracce unite tra di loro, racchiudono i primi 17 minuti del disco.
La prima fase liquida di “commemorative t-shirt”,dall’incedere psichedelico e ripetitivo, scivola in “unfamiliar” un rock più energico e colorito, incalzante ma allo stesso tempo delicato ed elegante.

Su questa dinamica costruzione si amalgamano le litanie vocali di vennart , si introducono sporadicamente incastrandosi tra liquidi fraseggi, riportandoci continuamente a galla ma senza farci raggiungere mai la riva.
Esplosioni chitarristiche ed incursioni ambientali si appoggiano su una struttura ritmica istrionica e in continua evoluzione.

Si arriva cosi’ ad uno dei momenti più armoniosi del disco(savant) dove una voce lievemente filtrata ci accompagna in una dimensione minimalista composta di melodie in reverse, sintetizzatori cristallini e un instancabile fill percussivo leggero ma incessante.
“An old friend of the christies” è un vero e proprio masso; facendo riferimento al post rock più soffocante dei mogwai, si evolve in maniera cadenzata e ipnotica appoggiandosi su arpeggi di chitarra claustrofobici e ripetitivi.
Infine la title track”frames” apice romantico e espressivo dell’intero lp.

Ci lascia scivolare dolcemente verso la conclusione, ci accompagna riempiendo ogni silenzio fino al dirompente exploit, nel quale armoniose chitarre si sovrappongono vertiginosamente tra di loro lasciando spazio ad una sezione ritmica sempre più corposa e brillante.

Lasciatevi trasportare.

Lavoro arduo di non facile ascolto e assimilazione per chi è completamente a digiuno del genere.