Setting Sun – Fantasurreal

Setting Sun – Fantasurreal

Quarta prova sulla distanza che conta per Setting Sun, realtà artistica che ruota attorno alle idee del cantante e songwriter Gary Levitt, il quale, come di consueto, è supportato da un nutrito collettivo di musicisti (una decina tra i credits).

“Fantasurreal” esce per Young Love Records ed è, diciamolo senza giri di parole, un album delizioso. Perché nelle sue dieci canzoni si possono rintracciare gli indizi che portano dritti alla prova dell’emozione, fatta di melodie calde e cullanti, di sfumature timbriche – violini, cori femminili, fiati – mai messe a caso e sempre in funzione della voce di Levitt, al contempo flessuosa e decisa.

Brani come “Don’t Grow up” riconciliano con un sapore folk/pop altrove sempre più stereotipato; piccole invenzioni, vedi il violino di Erica Quitzow che dialoga in solitudine con la ritmica, sanno di caparbietà e voglia di divertirsi in barba ai cliché del mercato. Come se non bastasse, oltre alla tendenza a fare musica con dedizione e buon gusto, va sottolineata anche la nutrita varietà di soluzioni stilistiche che rendono l’ascolto scorrevole.

Dalle veloci e sbarazzine movenze di “Driving”, passando per gli atteggiamenti gitani di “I Love Mellotrons”, fino alle storture electro pop della conclusiva “The Sympathetic CEO” è una bella giostra, piena di sorprese, sulla quale si fa volentieri un giro. Wonderful.