Sun Kil Moon – April














Sun Kil Moon – April

Genere:Folk rock, indie
Data uscita:2008
Label:Caldo Verde
Durata:N.A.
Sito Web:N.A.
Voto:8.0/10
Recensito da:Patrizio Schina
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Sun Kil Moon – April

Certi dischi ti vengono a cercare nelle serate più inutili rendendole speciali e cambiando in qualche modo la tua vita. Ed è così che qualche anno fa le magiche note di “Carry me Ohio” sono scivolate nella mia macchina, portando tra i miei amori musicali i Sun Kil Moon ed il loro fondatore Mark Kozelek.

Gli esordi del cantautore statunitense si attestano intorno ai primi anni ’90, dove il suo primo gruppo, RED HOUSE PAINTERS, insieme agli AMERICAN MUSIC CLUB rappresentava la base del movimento slowcore/sadcore (poi evolutosi in Gran Bretagna nel più modaiolo e popolare New Acoustic Movement).
Conclusasi l’esperienza dei “pittori della casa rossa” nel 2001 con l’album OLD RAMON, Mr Kozelek ha dato prova del proprio eclettismo alternando la carriera da solista, con due album come ROCK’N’ROLL SINGER (2000) ed il successivo WHAT’S NEXT TO THE MOON (2001) entrambe formati da cover nientemeno degli ACDC e John Denver, a quella di attore nella pellicola ALMOST FAMOUS (2001) di Cameron Crow.

E’ quindi difficile affermare con sicurezza che la nuova creature SUN KIL MOON, nata nel 2003 dalle ceneri dei già citati RED HOUSE PAINTERS e AMERICAN MUSIC CLUB, sia il punto di approdo dell’inquieto Mark Kozelek.
Sicuro è che questo APRIL rappresenta la terza tappa dell’attuale progetto di Mr Kozelek, dopo il capolavoro assoluto GHOSTS OF THE GREAT HIGHWAY del 2003 ed il più ostico TINY CITIES del 2005( altro album di cover stavolta dei Modest Mouse !).

Kozelek, da outsider convinto ed orgoglioso, se ne frega della scena musicale odierna e ripropone la sua formula ben collaudata dai tempi dei RED HOUSE PAINTERS: Ballate elettro/acustiche dall’atmosfera eterea e sognante, spesso lunghissime e prive di qualsiasi ritornello ( “Lost verses” 9:43, “Tonight in Bilbao” 9:28). Per amare la musica dei SUN KIL MOON bisogna fermarsi ed ascoltare, lasciarsi trasportare dagli arpeggi delicati e sognanti, dalla voce spesso sussurrata di Mark Kozelek, solo allora si potrà godere appieno di poesia come “Lucky Man”, “Unlit hallway”, “Harper Road”, non sarà difficile trovarvi dentro l’anima di Nick Drake e Tim Buckley. Altro artista sempre presente nella mente di Kozelek è senz’altro Neil Young, come testimonia l’elettrica spiccatamente younghiana di “The light” e “Tonight the Sky”.

Un disco per rallentare mentre tutti intorno corrono, un disco per fermarsi ed ascoltare veramente.