System of a Down – Mezmerize














System of a Down – Mezmerize

Genere:Metal, alternative, altro
Data uscita:2005
Label:American / Columbia
Durata:33 mins
Sito Web:N.A.
Voto:8.1/10
Recensito da:Emanuele Catani
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System of a Down – Mezmerize

Uscito quattro anni dopo “Toxicity” e molto atteso, raccoglie la pesante eredità lasciata dall’ingombrante capolavoro rischiando di essere oscurato se messo ingiustamente in un’ottica comparativa nei confronti del predecessore. Due album usciti a distanza di sei mesi l’uno dall’altro, per esigenze discografiche e manifesta iperproduttività, ma da considerarsi come gemelli eterozigoti separati alla nascita, rappresentando due facce della stessa medaglia.

Il doppio segna la definitiva svolta dei SOAD verso territori più musicalmente fruibili risultando il più accessibile dei lavori pubblicati pur mantenendo la solita elasticità compositiva genialoide e psicotica. Ma eccoci al primo dei fratellini, in sostanza forse il migliore dei due, se non altro per concretezza e impatto

La ricerca melodica si fa più intensa e portante, influenzata particolarmente dalla presenza sempre più frequente nelle linee vocali del chitarrista Malakian, in contrastante alternanza con l’ impetuosità di Tankian, rischiando però di tarpare la vena isterica e graffiante dell’istrionico singer.

Il registro seguito dal gruppo è quindi grossomodo lo stesso: si spazia da momenti di squilibrata violenza(“B.Y.O.B”,”Cigaro” e “Attack”) a trovate demenziali(“Violent Pornography”, “Vicinity of Obscenity”) con intervalli di simil – Ska(“Revenga”) e proto-reggae (“Radio-Video”) in un flusso cangiante di sensazioni nel quale non stonano pseudo–folk-ballads (“Question?” e “Hypnotyze”).

Nel frattempo allora Malakian continuava a decantare la futura agognata svolta progressive della band: aspettiamo con fiducia…