Thy Majestie – Jeanne D'Arc














Thy Majestie – Jeanne D'Arc<br />

Genere:Power/Epic Metal
Data uscita:2005
Label:Scarlet
Durata:N.A.
Sito Web:N.A.
Voto:9.0/10
Recensito da:Marcello Zinno
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Thy Majestie – Jeanne D'Arc

Alzi la mano chi pensa che la scena italiana non riesca a differenziarsi in un contesto internazionale, molto spesso per mancanza di idee, in altri casi a causa della nascita di cloni non in grado di spiccare tra i nomi d’oltre confine! Ammazza, mi sono trovato con due mani alzate!
Ebbene i Thy Majestie sono un’altra piccola conferma che questa nostra presunzione con il tempo perde valore e che esistono tantissime band nostrane con capacità assolutamente indiscusse (nel loro caso se ne accorsero anche i Kamelot nel 2002). I palermitani infatti (fin dove arriva il metal?!) pur senza creare un qualcosa di assolutamente innovativo e pur insediandosi in una scena che, soprattutto al di là della penisola, risulta ben soffocata dalle innumerevoli proposte musicali, fanno molto parlare di sé grazie a delle composizioni di tutto rilievo, protagonista un power dalle incette epice/sinfoniche ed una tecnica prestigiosa.

Nonostante i cambi di line-up e la poca longevità del progetto, i Thy Majestie sono giunti alle soglie del 2005 con la composizione di questo concept album interamente dedicato alla paladina francese Giovanna D’Arco (1412-1431), personaggio tanto battagliero quanto misterioso e contemporaneamente mistico, una manna per un disco power. Un album compatto, molto ben elaborato, colmo di saggi arrangiamenti, parti orchestrali (da sempre caratteristica dei nostri) e cori epici che fanno la gloria di ogni buon defenders che si rispetti.

Molto incentrato sulla parte vocale, descrivendo ogni passo della Pulzella di Orléans (a tratti anche un po’ troppo pomposi – “The blood that flows in your veins is pure blood of the kings […]” ad esempio) e sulle spiegatissime chitarre, riesce semplicemente a far breccia in noi, non fosse altro per le due gemme assolute “…For Orleans” e “The Rise Of A King” che mettono in panchina i forti insegnamenti rhapsodiani e fanno emergere la personalità distintiva, il gusto ed il pathos che i 5 iniettano nella loro musica. Qualche alone di radice “helloweeniana” taglia di netto i nostri pensieri, per lo più assaporando il riffing della ben scritta “Maiden Of Steel” per non parlare della versatilità canora di Giulio che in “Time To Die” esprime tutto il dolore della morte a cui la protagonista va incontro; ma non c’è pezzo a cui non è stata dedicata la giusta cura, compresi i brevi intermezzi strumentali che potrebbero far tornare la vista al guardiano cieco.

Di sicuro molto meno “prog oriented” rispetto all’incandescente “Hastings 1066” (chi non ha sognato ad occhi aperti ascoltando “Echoes Of War”?!), “Jeanne D’Arc” porta con sé un impatto musicale fortissimo e conferma l’indelebile marchio di fabbrica dei nostri palermitani preferiti che probabilmente rimarrà impresso per sempre nelle loro anime!

Restiamo in attesa di una loro nuova fatica!