Z-Star – Masochists & Martyrs

Z-Star – Masochists & Martyrs

Reggae, Soul, Jazz, Blues, Rock, Z-Star non ha confini musicali, l’importante è che si suoni alla vecchia maniera. Con gli strumenti veri, quelli di un tempo, con l’amore e la passione di puntare allo stomaco ed al cuore di chi ascolta, senza velleità di innovazione e traguardi modaioli. Z-Star o Lady Z, come l’ha chiamata un certo Terry Callier, si presenta come la quinta essenza della musica.

Le sue canzoni possono partire con un ritmo palesemente reggae per finire nel rock più acido o nel jazz più spigoloso. Z-Star è questo, prendere o lasciare, fascino androgino ed ugola virtuosa e camaleontica. MASOCHISTS & MARTYRS, dedicato alla mamma, è il quinto album nell’ormai decennale carriera di Lady Z, una carriera che l’ha vista al fianco di gente del calibro di T.Callier, Natacha Atlas, Asian Dub Fondation, Sinead O’Connor, Youssou N'Dour, Angelique, Kidjo Meshell Ndegeocello, George Benson, Eric Clapton ecc. Come già accennato è difficile e limitante definire il talento di Z, ma voi provate ad immaginare un artista con l’anima di Terry Collier e Lou Bond, la scrittura di Tracy Chapman, la sensualità di Sade e l’ecletticità di Grace Slick, ecco, questa artista è Z-Star.

Apre la serie, “Tree of Life” una ballata black/folk dal ritornello arioso e malinconico dove si stagliano chiaramente le figure di Terry Callier, Lou Bond e del Gil Scott Heron più romantico.
La successiva “Shiver” ci mostra il lato più sensuale e soul di Z mentre l’orecchiabile “Tension” è un classico esempio di pop di alta classe, siamo dalle parti degli ultimi Goldfrapp per capirci.
Da segnalare il reggae di “Venus Blues”, perfetta ballata in 4/4 dove Z gioca continuamente con le sue infinite tonalità vocali.

Si passa attraverso altri ottimi brani come “No love lost”, “God is Love” ed improvvisamente parte un’acustica sporca e delicata, un tempo precario battuto con le dita sul legno consumato di una Westfield, la voce di Z che per l’occasione ci riporta alla mente la Janis Joplin di “Me and Bobby Mcgee”, la traccia in questione è “Evergreen” e non potrà non commuovervi. E’ consigliato l’ascolto in assoluto silenzio al chiarore di una candela.