Arancia Meccanica – di Stanley Kubrick

Arancia Meccanica – di Stanley Kubrick

Nel 1945, al ritorno dal fronte, in un pub di Londra, Anthony Burgess sentì un cockney ottantenne dire di qualcuno che era "sballato come un'arancia meccanica". L'espressione lo incuriosì per la stravagante mescolanza di linguaggio popolare e surreale. Per quasi vent'anni avrebbe voluto utilizzarla come titolo per qualche sua opera: ne avrebbe avuto poi l'occasione quando concepì il progetto di scrivere un romanzo sul lavaggio del cervello.

Nel 1961arriva la grande ispirazione e inizia la scrittura del più controverso e discusso romanzo della storia della letteratura inglese. Ragazzi che vagano per le strade in cerca della bella e amata “ultra-violenza” mentre in un futuro apocalittico la società va a rotoli.

Il libro riscuote molto successo e inevitabilmente finisce nelle mani di un giovane regista che al suo attivo poteva contare film del calibro de “Il dottor Stranamore” e il controverso “Lolita”. Costui non è altro se non Stanley Kubrick che ne rimane talmente colpito che lo inserisce tra i suoi futuri progetti. Nel 1968 dirige il capolavoro per eccellenza della Fantascienza, “2001: Odissea nello spazio” che anticipa di un anno la vera esplorazione della Luna.

Fu così che tra il marzo 1970 e il settembre 1971 Kubrick scrive, produce e dirige il suo primo film di ambientazione contemporanea non americana. Il titolo del film è “Arancia Meccanica” e l’attore protagonista è il semi-sconosciuto Malcolm McDowell, giovane inglese maturato nel teatro.

Alex è un ragazzo che insieme ai suoi “drughi” vaga in una Londra pop e devastata, alla ricerca di forti emozioni grazie alla vecchia e amata “ultra-violenza”.

L’inizio del film è molto diretto e inquadra dettagliatamente il personaggio mentre la sua voce narrante descrive le sensazioni provate nelle avventure notturne. Dopo essersi arrovellati il gulliver per pensare a come impiegare il tempo, i giovani decidono di fare una bella sorpresa a una coppia di coniugi risiedenti in una villa desolata e persa nella campagna. Alex e i drughi picchiano l’uomo e violentano la donna provocandole una morte terribile.

I primi venti minuti di “Arancia Meccanica” sono un susseguirsi di emozioni fortissime e devastanti.

Considerando che ancora oggi risulta shockante, non possiamo immaginare come negli anni ’70 fu accolto dal pubblico. Un pubblico puritano non abituato alla visione della realtà da parte dei cattivi. Questo sguardo in soggettiva della psicologia di ragazzi devastati interiormente, è molto interessante ma anche molto sconcertante.

Ad una prima visione sembra quasi uno spettacolo di marionette accompagnato da una musica meravigliosa e geniale del compositore maledetto Ludwig Van Beethoven. Il film fu molto criticato e soprattutto accusato di ideologia fascista. Questo è il parere di persone che ovviamente non conoscono la Satira, la forma di rappresentazione più bella e difficile da realizzare. “Arancia Meccanica” è una grande Satira, un grande atto di denuncia verso la Società che non può permettersi di cambiare la personalità dell’individuo. Ognuno di noi decide ciò che è meglio per se stessi: Alex vede nell’uso della violenza la via di fuga da un mondo che non lo considera altro se non un normale cittadino. Alex non vuole diventare come suo padre, non vuole improvvisamente svegliarsi e doversi pentire di una vita che non ha prodotto nulla.

Il film in questo riesce in modo meraviglioso così come meraviglioso risulta l’utilizzo di elementi pop e di improvvisazioni realizzate al momento delle riprese. Su tutte quella della scena dello stupro, in cui McDowell si inventò di cantare e ballare “I’m singing in the rain” mentre tra calci e pugni uccideva l’uomo.

Il carcere viene visto da Kubrick come luogo in cui si priva la libertà fisica della persona mentre la libertà ideologica non può essere bloccata o deviata. Alex nonostante sia in arresto non pensa ad altro se non alla violenza e questo è molto significativo.

La fine del film ci sussurra che Alex (A – Lex : senza legge) non cambierà mai perché ha di sicuro perso il pelo ma il vizio resterà sempre in lui.

Capolavoro straorinario, Il migliore di Kubrick, Voto 10