C.S.I. Grave Danger di Quentin Tarantino

C.S.I. Grave Danger di Quentin Tarantino

E’ ormai consacrato come uno dio dell’Olimpo holliwoodiano, ha compiuto e realizzato progetti che avrebbero fatto tremare qualsiasi altra mente priva di visioni emozionanti e pulp.

Quentin Tarantino ha davvero compiuto qualsiasi cosa per poter essere riconosciuto come genio:

– ha esordito con una pellicola a bassissimo budget, “Le Iene” che è diventato un cult per i registi contemporanei;

– ha diretto il capolavoro del secolo, “Pulp Fiction”, rivoluzionando il mondo del cinema.

Un personaggio con questa carriera alle spalle potrebbe considerare l’idea di ritirarsi dalla scena per poter godere di tutto il bottino accumulato grazie ai capolavori.

Quentin non è così, anzi. Dopo l’esperimento di “Kill Bill”, il regista si è cimentato in una collaborazione con un grande amico, Robert Rodriguez per poter portare sullo schermo un magnifico fumetto quale “Sin City”.

Il duetto riesce alla perfezione e il film risulta come un piccolo gioiellino di innovazione e violenza.

Nell’arco di anni, un desiderio si insinua sempre più maggiormente nel cuore di Tarantino: la serie televisiva C.S.I. è un grande successo di pubblico e critica, perché non dirigerne una puntata?

Considerando poi che quest’ultimo è uno dei più grandi fan della serie, perché non proporre una collaborazione per la realizzazione di un episodio unico e sconvolgente?

L’idea piace moltissimo alla produzione che propone l’incarico a Tarantino di dirigere l’ultima puntata della quinta stagione della serie TV. Come non detto, il nostro geniaccio prepara in men che non si dica una sceneggiatura che potesse sconvolgere l’animo dello spettatore medio con una storia agghiacciante e con un improbabile lieto fine.

Al termine della stesura, cominciano le riprese che per motivi di tempo costringono la produzione a dividere la storia in due puntate, così da poter assistere a tutta la visione concepita da Tarantino.

Ecco che terminano le riprese e l’episodio assume un’aurea di mistero e leggenda. Il suo titolo è “Grave Danger”.

L’agente della scientifica di Las Vegas, Nick Stokes, durante un sopraluogo in un parcheggio viene rapito e caricato in un furgone. L’agente Grissom arriva sulla scena del crimine e nessuna idea sulla causa del rapimento gli passa per la testa. Tutti i poliziotti della scientifica si riuniscono per poter capire qualcosa in più sull’accaduto quando improvvisamente un fattorino consegna un pacchetto a Grissom contenente una chiave USB. Nel momento in cui la inserisce all’interno del computer arriva una richiesta di riscatto e una finestra su cui cliccare.

Le immagini che arrivano agli occhi sono sconvolgenti: Stokes è stato sepolto vivo con una pistola carica e una videocamera che riprende i suoi movimenti.

Gli agenti dovranno pensare a qualsiasi cosa per trovarlo, perché l’aria scarseggia e la pistola è carica.

“Grave Danger” da noi banalizzato con la traduzione Sepolto Vivo, è un esempio, una mostra di tutte le capacità acquisite da Tarantino grazie a una crescita professionale notevole.

L’episodio infatti è una bomba di adrenalina che tiene agganciato lo spettatore alla poltrona senza che esso possa essere distratto da qualsiasi altro elemento. Sebbene il tratto registico rispecchi quello caratteristico della serie, Quentin riesce a portare la sua visione pulp con elementi propri del suo cinema.

La presenza di situazioni e dialoghi incredibili ne è un esempio, così come una scena “pazza” come quella della fantasia dell’agente Stokes che immagina di essere aperto e sottratto di tutti gli organi, rende omaggio a tutta la filmografia del regista.

Un episodio a mio avviso meraviglioso, che torna a ribadire la presenza costante di una visione pulp fuori dagli schemi che per ancora un po’ di tempo farà presenza al cinema.

Le parole sono sprecate per Tarantino, perciò il consiglio è quello di vedere “Grave Danger” e rimanere intrappolati nella sua meravigliosa ragnatela.