Joan as a Police Woman
















Joan as a Police Woman


LUNEDI' 24 NOVEMBRE

JOAN AS A POLICE WOMAN

@ CIRCOLO DEGLI ARTISTI

Via Casilina Vecchia 42 – Roma

apertura porte ore 21:00

inizio concerto ore 22:15

ingresso: 12 euro + d.p. / 14 euro alla porta

Con la

pubblicazione, due  anni fa, dell'album Real Life, Joan Wasser, in arte

Joan As Police Woman, si è affermata in Europa e USA come una delle

voci più innovative ed intriganti del panorama internazionale.

Polistrumentista e cantautrice, Joan è stata immediatamente recepita,

anche nella dimensione live, come una delle realtà  più originali del

panorama colto americano.

Attesissimo dalla migliore critica, è uscito

a giugno 2008 "To Survive", il suo secondo lavoro, che l'artista ha

portato in tournè europea a partire da maggio e per tutta l'estate.

L'album si è dimostrato all'altezza delle aspettative e il successo di

Joan si è consolidato molto rapidamente, tanto che un secondo tour

autunnale che farà  tappa al Circolo Degli Artisti è stato organizzato

per far fronte alle numerose richieste.

Il suo nome da palcoscenico

può intimorire, ma è in effetti un po' fuorviante per quelli che ancora

non conoscono l'atmosfera meravigliosamente intima della sua musica.

Quando Joan Wasser si è reinventata come artista solista, dopo una vita

spesa a suonare in band o sui dischi di persone più famose un amico le

ha detto che assomigliava un po' Angie Dickinson, star della serie TV

americana anni '70 'Policewoman'. "Era un po' come le Charlie's Angels,

ma più diretto, con meno fronzoli", spiega Joan. "E quando ho iniziato

questa sfida con me stessa e cominciato a fare musica da sola mi

sentivo un po' così, pronta a provare tutto".

Una tosta poliziotta

nello spirito forse, ma non certo nel modo in cui suona. Questo

fenomeno musicale dalle mille capacità  che risponde al nome di Joan

Wasser (violinista con basi classiche, punk rocker di strada,

aficionada dell'old soul, diva vocale) non suona certo come una dura, e

non suona nemmeno in modo convenzionale. Come dice lo slogan sul suo

sito web, 'Beauty Is The New Punk Rock'. La missione della poliziotta

Joan è quello di trovare modi originali e sempre più convincenti di

arrivare al cuore della gente. "Provo sempre a scavare a fondo

nell'esperienza emotiva", dice. "Quando scrivo il mio scopo è quello di

accedere all'essenza più pura che trovo, distillarla e presentarla in

un modo che abbia senso musicalmente".

La distanza tra il primo album

di Joan As Policewoman, 'Real Life', e il suo secondo, 'To Survive',

rappresenta perfettamente questa distillazione. E' una raccolta di

canzoni che ha scritto prevalentemente nell'ombra della battaglia di

sua madre contro il cancro, battaglia terminata con la sua morte l'anno

scorso, ed è incentrato su Joan come pianista e cantante. Le chitarre

sono mixate sullo sfondo e nel flusso delle melodie si nascondono

perfettamente alcuni ganci pop. "Sono diventata ossessionata con il

togliere cose, lasciando solo gli elementi più potenti", dice Joan.

"Ora sono più per l'armonizzare, l'integrare in modo sottile. Voglio

essere abbastanza coraggiosa da sentire ed esprimere il più possibile,

e questo per TUTTE le emozioni, come in un mosaico".

Dopo la laurea Joan inizia a suonare con una serie di gruppi

art rock, a cominciare dai Dambuilders. Quando entrambi i suoi violini

vengono rubati dopo uno show, trova una viola customizzata a 5 corde in

un negozio di seconda mano. "Mi piaceva per l'emozione che esprimevano

le sue corde più basse. Se non dovessi mai più suonare note alte sul

violino ne sarei felice".

Joan si è intanto guadagnata una reputazione

considerevole sulla scena rock alternativa della East Coast come

turnista: ha lavorato con Lou Reed su 'The Raven', con la band di Hal

Willner per il suo tributo a Leonard Cohen, è stata la direttrice

musicale del tributo dello stesso Hal Willner a Neil Young ed è parte

integrante della formazione iniziale di Antony And The Johnsons, un

altro passo importante nella sua curva di apprendimento. "Avevo suonato

musica molto rumorosa per molto tempo, e suonare con loro è stato come

tornare alla musica da camera, ad uno spazio dove c'era posto per la

dolcezza e la sensibilità ".All'inizio del 2000, Joan diventa un membro

full time della band di Rufus Wainwright. "Mi spingeva ad usare la mia

voce in mille modi diversi, ed era molto specifico sul timbro di

seconde voci che voleva. Esibirsi con Rufus era come fare esercizio per

due ore e mezza. Davvero intenso, mi ha insegnato a fare attenzione ai

dettagli".

Il momento cruciale per quello che sta per accadere arriva

quando Rufus Wainwright invita Joan ad aprire i suoi show con un

piccolo spazio solista. Joan registra il suo primo album a

intermittenza, durante il suo tour con Rufus. Una delle canzoni più

belle, 'I Defy', è un duetto con, e su, Antony Hegarty. Con la

partecipazione di molte sue vecchie conoscenze, 'Real Life' viene

registrato al Trout Recordings, uno studio di Brooklyn gestito dal

produttore Bryce Goggin, che crede fermamente nel vecchio

equipaggiamento analogico. E anche Joan ha come intento quello di

catturare il suono del suo trio quando suona dal vivo: "Per me la

musica è gente che suona insieme, non la manipolazione di suoni su Pro-

Tools", dice. "E' un esibizione, non un processo".

E' quando Tom Rose

vede Joan aprire per Rufus alla Birmingham Symphony Hall che la sua

carriera solista prende il via. Tom stava considerando la possibilità

di aprire un'etichetta, ora REVEAL Records, e Joan è una folgorazione.

Subito dopo l'uscita del primo singolo, 'The Ride', Joan ha già  mandato

in delirio la critica di tutta l'Europa. Il pubblico britannico è il

primo ad accorgersi di lei, ma gli altri seguono molto rapidamente. Il

suo ricordo più vivido dell'affetto del pubblico dimostrato dopo

l'uscita di 'Real Life' è un concerto che Joan As Policewoman ha tenuto

a Belgrado: "Tutti sapevano tutte le parole e cantavano con me. E'

stato incredibile".

A causa delle sue radici classiche ed europee, ma

soprattutto perchè è irresistibilmente attratta dal fare le cose in

maniera "diversa", Joan è contenta di essere qualcosa come una star di

culto qui e di rimanere relativamente sconosciuta negli States. "Adoro

New York, e adoro Brooklyn, che è ancora il posto dove vivo", dice, "ma

non amo TUTTI gli Stati Uniti". In effetti Joan da voce ai suoi timori

sull'America in una delle sue più belle canzoni del suo nuovo disco 'To

Survive': originariamente ispirata dalla sofferenza di sua madre, 'To

America' si è tramutata in una riflessione sulla corruzione che Joan

vede abbondantemente nel suo Paese. "E' come se l'America stessa fosse

arrivata alla fase terminale di un cancro, con tutti i soldi che sono

stati destinati alla 'protezione' della nostra 'sicurezza' ".

Anche se

ha recentemente suonato ad un concerto di beneficenza per Barack Obama,

Joan Wasser insiste che non è una cantautrice di protesta. "Quello che

scrivo parla delle mie relazioni e dei miei sentimenti, e uno di questi

sentimenti è la rabbia di fronte all'impotenza che provo di fronte alle

orribili scelte del governo americano. Ma prima di tutto, sono una che

ama". 'Holiday' è una delle molte canzoni sul nuovo disco che documenta

quell'euforia da "vivi il momento" di un nuovo amore. Altre, come

'Magpies', che quota la sua omonima Giovanna d'Arco, sono assolutamente

non incasellabili in una definizione, ed è Joan stessa a spiegarla:

"Quando ero in Inghilterra mi sono innamorata di questo animale

meraviglioso, la gazza, potente, determinata, e abbastanza viziosa. E'

una canzone che parla di come affronto le mie paure".

La title track

racchiude al meglio il tono generale dell'album. Una magica ballad al

pianoforte, 'To Survive' è stata ispirata da una ninna nanna che la

madre di Joan le cantava, quando era bambina, per scacciare la sua

paura ricorrente, quella di essere bruciata in un rogo come l'altra

Joan. "Sento ancora quella paura qualche volta, ora che sono adulta",

dice Joan criptica. "E non voglio nasconderlo questo sentimento o far

finta di non darvi importanza. Perchè dovrei? Tutto quello che faccio

viene dal mio cuore".

 

INFO:

 

infoline: 06 70305684; info@circoloartisti.it

http://www.joanasapolicewoman.com

http://www.myspace.com/joanasapolicewoman

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