Santa Cecilia It's Wonderful
















Santa Cecilia It's Wonderful


Accademia Nazionale di Santa Cecilia

(SANTA CECILIA IT’S WONDERFUL)
presenta

“AN INDEX OF METAL”
9 giugno – Teatro Studio – ore 21:00
“HAPPY END: POLLICINO”
10 giugno Teatro Studio – ore 21:00
“DESCRIZIONE DEL DILUVIO UNIVERSALE”
16 giugno – Teatro Studio – ore 20:30 e 22:15

E’ quasi un Festival quello che l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in collaborazione con l'Ambasciata di Francia in Italia, nell'ambito del Festival "Suona Francese" e con il Festival Dissonanze dedica a giugno a una delle forme più contemporanee della creazione musicale e artistica: la video-opera, un mix di suoni, visual, recitazione e canto che da tempo affascina i compositori contemporanei. Fuori dalle facili mode che hanno utilizzato le nuove tecnologie per effetti speciali anestetizzanti, il Video Opera Project presenta tre composizioni che mostrano come il rapporto tra musica e visual possa diventare uno strumento profondo per immergersi nell'intimo delle strutture di domini diversi per fonderle organicamente secondo un rinnovato concetto totalizzante del "comporre". Le opere in questione, infatti, non sono il risultato di due creazioni distinte, una musica che si adatta al visual, ma la partitura nasce proprio in funzione delle immagini e viceversa.

Nelle tre serate, per le quali verrà allestito un apposito spazio al Teatro Studio, saranno presentate tre video opere con la partecipazione di Ensemble musicali di livello internazionale quali l'Ictus Ensemble di Bruxelles, i Percussionisti di Strasburgo e i Neue Vocalsolisten di Stoccarda: Il 9 giugno “An Index of Metal”di Fausto Romitelli e Paolo Pachini, il 10 giugno “Happy End: Pollicino” di Georges Aperghis e Hans Op de Beeck, il 16 giugno “Descrizione del diluvio universale” di Mauro Lanza e Paolo Pachini.

AN INDEX OF METAL
9 giugno – Teatro Studio – ore 21:00

"Un'ora di musica rapinosa, originale, viva. Trattasi di un Light show per voce, ensemble, proiezioni ed elettronica il cui titolo si ispira a un'opera di Brian Eno.
Un'opera che non narra storie ma vive del senso d'ipnosi e di trance generato da violenti processi di iterazione, distorsione e saturazione della materia sonora".
Così Enrico Girardi su Il Corriere della Serasintetizzava la "poetica” di Fausto Romitelli, sottolineando il generale entusiasmo suscitato da questa video opera che si avvale delle immagini astratte di Paolo Pachini, proiettate su tre schermi.
Scritta per soprano, ensemble, elettronica e multiproiezioni, An index of Metaldal punto di vista formale è costituita da cinque sezioni intercalate da intermezzi fondati perlopiù su disturbi o rumori concreti. "Una fornace di sensazioni", "un rito iniziatico" alla maniera dei futuristi, così il compositore (prematuramente scomparso a soli 41 anni) amava definirla. E sembra, infatti, che oltrepassare il limite sia il suo fine programmatico. Si forzano i limiti dello stile di scrittura, nelle fusioni sul piano tonale, nei continui riferimenti ad altri generi (Jimi Hendrix, Pink Floyd, Robert Fripp e Brian Eno) nell'uso "sincopato" di diversi tipi di scrittura ma con un impianto assolutamente "classico" nell'orchestrazione, nei testi e nella voce che recita i suggestivi versi della scrittrice fiumana Kenka Lekovich. L'esecuzione è affidata all'Ictus Ensemble di Bruxelles.

HAPPY END: POLLICINO
10 giugno – Teatro Studio – ore 21:00

Nato dalla collaborazione tra il compositore francese Georges Aperghis e gli artisti belgi Hans Op de Beeck, Bruno Hardt e Klaas Verpoest, questa rielaborazione della celebre fiaba di Perrault, mette insieme alcune delle figure più interessanti della ricerca video-musicale. Georges Aperghis, artista di origine greca naturalizzato francese è uno dei compositori più prolifici e multiformi della scena contemporanea. Legato al "teatro musicale" in circa 20 anni ha collezionato una quantità impressionante di lavori, pezzi da camera, oratori, e molte opere imperniate sull'intreccio tra voce e immagini in movimento. C'è una sorta di primitivismo nella sua poetica che dà sempre la sensazione di essere all'inizio dei tempi: un linguaggio inventato e reinventato. Insieme a Henry Pousseur, Vinko Globokar e Mauricio Kagel, Aperghis è considerato un pioniere della cosiddetta "polifonia totale" e ha ricevuto una gran quantità di premi, tra i quali la nomina a "Commendatore della Arti e delle Lettere" francesi. Ama collaborare con i giovani artisti, ecco perché questo progetto nasce insieme a Op de Beeck, capace di creare città immaginarie immerse in una desolazione gentile, in una ironica solitudine. L'esplorazione quieta di un universo piuttosto che il rifiuto di un mondo crudele. Le sue opere sono esposte in tutto il mondo e tra il 2002 e il 2003 è stato artista residente al Moma di New York. Happy End fa leva sull'animazione digitale curata da Hardt e Verpoest. I 14 musicisti dell'Ictus Ensemble sono posizionati attorno a un grande schermo, mentre dall'off proviene la voce che legge vari episodi della fiaba di Pollicino. Tutti I testi sono preregistrati e vengono riprodotti da un sintetizzatore in modo da proporre al pubblico diverse versioni del racconto, in diverse lingue. L'opera è in prima italiana.


DESCRIZIONE DEL DILUVIO UNIVERSALE
16 giugno – Teatro Studio – ore 20:30 e 22:15

E' Leonardo da Vinci, sono i suoi disegni sul Diluvio, le sue parole sul cataclisma biblico ad aver ispirato l'opera di Mauro Lanza e Paolo Pachini anch'essa in prima italiana in collaborazione con la Fondazione Royaumont. “Attorno a due disegni dove il suono diventa scultura, dove le traiettorie sono delineate dal vorticoso movimento dei liquidi, dove le dentali e le sibilanti ricreano la morfologia dell'alluvione. Era perciò inevitabile che il testo di Leonardo venisse usato come matrice per creare un diluvio musicale e visuale. Quello che spiazza nel testo è il contrasto tra l'acribia del classificatore e la violenza vulcanica che esprime soprattutto a livello fonetico”. Così compositore e video-artista descrivono le suggestioni provocate in loro dalla lettura del testo di Leonardo per il quale hanno composto questa creazione multimediale per voci, percussioni (6 voci e 6 percussionisti), elettronica e 8 schermi (16:9). L'esecuzione è affidata ai Neue Vocalsolisten di Stoccarda e ai Percussionisti di Strasburgo.
La parte elettronica verrà diffusa da un impianto di 8/12 altoparlanti disposti intorno al pubblico e rappresenta il punto di incontro tra il mondo delle voci e quello delle percussioni. Il pubblico sarà circondato anche dagli otto schermi che proietteranno a 360 gradi il video di Paolo Pachini. Le immagini e i suoni quindi, riempiranno completamente lo spazio dedicato al pubblico che seguirà sugli schermi una sorta di affresco immaginario, il cui significato cambia repentinamente a seconda della distanza dell’osservatore.
"La partitura – spiega il compositore – tenterà di trasportare sul piano musicale la natura, ciclica e materica allo stesso tempo, di quella che sembra essere un'autentica "tassonomia del disastro". Processi di trasformazione graduale della materia musicale, con la fluidità del fenomeni naturali, si alternano a momenti di fissità, privi di direzione, come istantanee che documentano e catalogano questa sorta di giudizio universale laico, che non ha né dannati, né salvati, ma unicamente sommersi".

Info e biglietti:

Relazioni con la stampa: Marina Nocilla tel 338 71 72 263; marinanocilla@tin.it

vendita on-line: www.santacecilia.it
prevendita telefonica con carta di credito al N. 199.109.783
prevendite esterne: Ricevitorie Lottomatica abilitate, Orbis, Ticket Service

Per saperne di più:

www.aperghis.com

www.hansopdebeeck.com
www.ictus.be/home2.html

www.percussionsdestrasbourg.com/fr/presentation/index_presentation.php
www.neue-vocalsolisten.de