Afterhours @ Auditorium, Roma 24/07/'08

Afterhours @ Auditorium, Roma 24/07/'08

di Roberto Paviglianiti

Gli Afterhours non avevano proprio voglia di lasciare il palco, dopo due serie di bis e un concerto che ha sfiorato le tre ore di durata. Sembravano l’amico che ti viene a trovare dopo molto tempo e si trattiene dopo cena, oltre l’ora canonica, per raccontarti storie, avventure, fatti. E la band di Manuel Agnelli di cose da dire ne ha molte: da quelle conosciute, che però vale sempre la pena stare ad ascoltare per la loro intensità e per i particolari che ogni volta ne mostrano un lato diverso; a quelle nuove raccolte ne “I milanesi ammazzano il sabato”, che ancora non abbiamo fatto del tutto nostre.
Un concerto che nella seconda parte – quella elettrica e furiosa –, ha entusiasmato il pubblico romano – compresi i Negramaro, mimetizzati dietro la regia -, con Manuel Agnelli assoluto protagonista, capace di reggere il palco con fisicità; padrone di una voce profonda e graffiante che tiene alta la tensione e trascina la band. Indossa una camicia rosso intenso, quasi a simboleggiare l’anima ardente del suo gruppo, della propria idea. Gli Afterhours portano addosso il sacro fuoco della loro natura underground, animalesca e poetica. Alla fine danno fondo a tutte le loro risorse, senza risparmiarsi e senza badare alla posa. Il pubblico li chiama a gran voce, e loro continuano a ruggire senza possibilità di tregua in quello che ormai sembra un rito sacrificale.
"Afterhours
E pensare che all’inizio erano spuntati fuori tra la gente, per un prologo di tre brani eseguiti stando sparsi sulla tribunetta della Cavea, per poi salire sul palco e snocciolare una breve scaletta acustica che non ha né convinto, né entusiasmato. La band era lì, imbambolata e ferma, e si lasciava fotografare come un leone nella gabbia del mainstream da un pubblico anch’esso seduto e ordinato: il tutto era troppo lontano dalle aspettative, legittime, di chi aveva voglia d’ascoltare storie di rock autentico, lontane dalle copertine patinate che ultimamente i nostri hanno iniziato a frequentare.
Sì, qualcosa non ha funzionato al meglio: qualche sbavatura tecnica c’è stata, il volume dei fiati era spesso troppo alto facendoli sembrare un corpo estraneo, molti brani nuovi ancora non coinvolgono del tutto; ma siamo certi che non basterà una doccia in tarda nottata per lavare via l’odore acre di un concerto così infuocato, sentito e vissuto.
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Manuel Agnelli – voce e chitarre
Giorgio Prette – batteria
Giorgio Ciccarelli – chitarra
Rodrigo D'Erasmo – violino
Roberto Dell'Era – basso
Enrico Gabrielli – tastiere, sax, clarinetto, flauto